Chi e perchè.

"Ci piace trascorrere il tempo libero all'aperto, in montagna o in ambiente naturale. Ci piace camminare, scalare, sciare, e osservare. Ci interessano tutti gli aspetti della natura, dell'ambiente e dell'ecologia. E' un'esperienza che non si ferma al ritorno in città, per questo la vogliamo raccontare."
.......................................Club Alpino Italiano - sez. Brugherio

13 feb 2011

In Grigna con Grigna

Grande cavalcata fra le due grigne in compagnia di Grigna e Fabione, l'uomo il cui quadricipite è grosso quanto il mio torace.

La giornata inizia molto presto, alle 540 stiamo già scarpinando verso la direttissima. Per raggiungere la cima della Grignetta abbiamo scelto di percorrere il canale Pagani che si presenta un po’ magrolino, tutte le difficoltà sono pulite e a metà canale si cammina su facili roccette al posto dei ripidi pendii che, in questa stagione, sono solitamente presenti. Tuttavia una salita piacevole e divertente fatta, per più di metà, alla luce delle frontali.



Uscendo dal canale


Sbuchiamo in cima e aspettiamo una ventina di minuti Fabione, un altro on-icer, che ci raggiunge dalla Cermenati.


L'ombra della grignetta si proietta sulle nebbie (o sullo smog?)


Una volta che il terzetto è al completo ci buttiamo dentro a quello che pensiamo essere il canalino Federazione, in realtà prendiamo quello parallelo. Pendenze sui 50 gradi e un lungo traverso per riprendere la retta via ci consegnano in breve al buco di Grigna.


Il traverso con, sullo sfondo, gli Scudi di Valgrande (le due fasce rocciose) e il Grignone



Risaliamo gli “scudi” che alternano lingue di neve a passaggi di roccia. Divertenti!


Prima o poi anche io salirò il Sasso dei Carbonari...(Natale, qualche foto di qualche via fatta lassù??)



La lunga traversata fatta fin qui...



Ora non ci resta che il lungo crestone nevoso che sale verso il rifugio Brioschi; la neve è abbastanza buona e si riesce a camminare senza sprofondare. Alle 1140 sbuco in vetta al Grignone insieme a Dome e altri on-icers saliti dal canalone Ovest.



Discesa dal versante est perché noi non ci vogliamo far mancare proprio nulla! Per rientrare ai Resinelli scendiamo a Balisio dove 10 ore prima avevamo lasciato una macchina che, pur non facendoci risparmiare fatica, ci ha permesso di guadagnare un’ora e il buon Grigna può correre dalla sua donzella (in ritardo ma fa niente, troverà il modo di farsi perdonare!)

Sono felice di essere salito fin qua su in questa stagione percorrendo la traversata alta, era da tempo nella lista delle cose da fare!

So di ripetermi ma siamo proprio fortunati ad avere delle montagne così belle come le Grigne a due passi da casa!! Ora che al Brioschi è arrivato un vero gestore è un piacere anche entrare a mangiare qualcosa (io rigorosamente biscotti...)!


Video 1

Video 2

8 feb 2011

Rifugio Gran Tournalin - Gita CAI!

CAI Brugherio e CAI Cernusco in gita a Sant Jaques, valle di Champorcher.... Si doveva fare un pulman, invece, visto la numerosa partecipazione si va con due pullman, cernusco col suo e noi di brugherio col nostro.
Doverosa sosta in autogrill dove ci ritroviamo tutti insieme, poi si procede fino a S. Jaques dove ci aspettano i nostri accompagnatori del CAI di Verres.
A Brusson scarichiamo i fondisti per il corso organnizzato, seconda e ultima fermate a S. Jaques dove scendiamo tutti....Io (Fausto), insieme al valoroso Maurizio e accompagnati da Tranquillo, simpaticissimo accompagnatore nonche istruttore di sci alpinismo, partiammo per la nostra escursione fino al rifugio Gran Tournalin. I ciaspolatori seguono anche loro accompagnati dagli altri istruttori del CAI di Verres.
Che dire...Giornatata quasi estiva, panorami stupendi e il castore e il polluce lì davanti...Cime che vorrei tanto raggiungere!
Compagnia eccezionale compreso il simpatico Beppe e le sue donne; gli accompagnatori di Verres veramente ospitali e gentilissimi e un grazie infinito e un ringraziamento anche a Chiara che, come sempre, si è prodigata al meglio col suo stile "cordillera " per la buona riuscita della gita! adesso alcune foto!!


Ciao a tutti Fausto



Il Polluce e la Roccia Nera


Fausto in azione



La Becca di Trecare




Il vallone di Nana


Il gruppone


Monte Croce


La nostra guida Tranquillo





Il rifugio




7 feb 2011

Grignone via normale invernale

Ecco il mio primo post su questo blog che ormai seguo da un po' di tempo; ringrazio Andrea per l'invito a partecipare!

Come prima gita descritta, una classica: la Grigna settentrionale per la via invernale.

In macchina siamo in 5, io, Sergio, Paolo, Davide e Federico; siccome siamo tutti pseudostudenti e vorremmo tornare a casa per pranzo (per studiare e mangiare!) decidiamo di partire sul presto, alle 6:30 circa siamo al parcheggio della chiesetta del Sacro Cuore. Zaini in spalla e partiamo con le frontali accese per fare il primo tratto nel bosco.
Di neve nemmeno l'ombra e fa un caldo decisamente primaverile, sembra di essere ad Aprile.
Parlando di questo e di quello arriviamo al Pialeral che il sole non è ancora sorto, ma il paesaggio inizia ad illuminarsi e a prendere colore.
Il cielo guardando verso est

e il massiccio della Grigna verso ovest

Dopo aver passato il Pialeral iniziamo a trovare la prima neve (finalmente!), e assistiamo a una bellissima alba che colora la neve

Arriviamo ai Comolli dove decidiamo di mettere i ramponi, breve sosta, scambiamo due chiacchiere con l'arzillo 75enne che apre il bivacco, buttiamo dentro la testa e ci informiamo su come avere le chiavi pensando a qualche possibile notturna, e poi ripartiamo per la cresta.
Dai Comolli alla cresta è il pezzo più duro, ma dal momento che la pendenza è decisamente costante è anche facile prendere il ritmo e seguirlo. Intorno la vista è notevole, seppur la scarsezza della neve sulle montagne rattrista un po'.


Arrivati in cresta ci ricompattiamo e ripartiamo verso la cima; la cresta è ampia e ben percorribile, ma a volte la corda è letteralmente in mezzo ai piedi, e qualcuno rischia pure di inciamparci! In compenso la giornata è veramente stupenda e mi perdo a guardare il panorama e a fare foto..
L'esser partiti presto ha un gran vantaggio, non c'è praticamente nessuno sulla cresta, ciò la rende molto agevole e fermarsi a fotografare non intralcia nessuno! Guardando in basso invece si vede un cordone praticamente ininterrotto di gente in salita.





Tra una foto e l'altra, alla fine si arriva in cima!
Davvero bella come cresta, è la prima volta che salivo da qui e mi è piaciuto molto, tranquilla e decisamente panoramica!
Arrivati in cima c'erano ben poche persone, 2 saliti dal canale ovest, uno con gli sci di traverso nello zaino con cui stava decapitando Paolo e che è sceso subito dalla diretta dalla cima facendomi venire voglia di sciare, e pochi altri.
Noi in accordo con la tabella di marcia propomeriggio di studio, decidiamo di stare su fino alle 10:30 per poi scendere; la temperatura è alta, il vento assente o quasi, le condizioni ideali per fermarsi ad ammirare il paesaggio, che seppur noto a tutti, non stanca mai



Giunta l'ora di iniziare la discesa, si fa la classica foto di vetta e poi via

La discesa è decisamente molto trafficata, d'altro canto la giornata è bella, e fa piacere vedere che la gente che va in montagna non è poca!
La discesa scorre via rapida e nel tornare alla macchina si pensa già a cosa fare il prossimo weekend!
Speriamo di riuscire a fare qualcosa ancora!



6 feb 2011

Canalone W Legnone

La domenica è iniziata come tante altre: sveglia nel cuore della notte, veloce colazione consumata nel silenzio della casa e poi in strada ad aspettare l'autista di turno, Ale. Raccattato anche Orzo si parte con meta il canalone Ovest del Legnone che sappiamo essere in ottime condizioni.
Arriviamo a Roccoli Lorla dove ci accoglie una temperatura primaverile: 9 gradi anche se del sole non c'è traccia!!! Un po' delusi peri 12 gradi di inversione termica partiamo alla volta della cima, io incomincio a meditare che se la situazione non cambia è il caso di lasciar stare il canale...

"Mi accoglie come un tempo l'alba magica in montagna (licenza poetica)"


Il canale è quello in centro. Le condizioni attuali sono ottime su tutto il percorso. Con le temperature di questi due giorni bisogna partire molto presto, ocio all'inversione termica!



Alla "Cà de Legn" incontriamo Massimo e nonmiricordoilnome, due simpatici ragazzi con cui è subito gruppo e tutti e cinque ci avviamo all'attacco di questo splendido scivolo che dalla cima precipita per circa 500 metri con una pendenza costante sui 45° e qualche punta un po' oltre.
Il peggio succede su un infido traverso di roccia e ghiaccio, quando il rampone di Massimo non fa presa e lo vedo partire sotto i miei occhi: 3/4 metri rimbalzando sulle rocce, poi un lungo scivolo su neve e ghiaccio lo porta in prossimità di una vecchia slavina dove, finalmente, si ferma. Orzo corre subito verso il malcapitato seguito a ruota da nonmiricordoilnome, Ale e il sottoscritto...Basta un'occhiata per capire che bisogna ricorrere all'ely. Nonmiricordoilnome si attacca al cellulare e risale veloce verso la Cà de legn mentre noi tre cerchiamo di sistemare Massimo: spostarlo non se ne parla, preferiamo realizzare quello che qualcuno definirà "un terrazzamento alla ligure"; in pratica lo puntelliamo con cinque piccozze e in due sorreggiamo testa e torace.
I minuti passano e cerchiamo di tenerlo cosciente con le peggiori stronzate che ci passano in testa: barzellette, domande...Diamo libero sfogo alla nostra capacità di conversare ma ogni tanto vediamo che Massimo chiude gli occhi. Il dolore è tanto ma anche il freddo! Con un telo termico, giacche a vento e pile lo isoliamo il più possibile dal fresco venticello e dalla neve. Poi finalmente l'ely! Aiutiamo i tre uomini del soccorso a caricarlo sulla barella e nel giro di una mezz'oretta prende il volo...Qua un pezzetto del soccorso

Arriva il frullatore




Un po' scossi ci interroghiamo sul da farsi e optiamo per seguire i nostri progetti originari: il vento ha abbassato le temperature e il canale sembra in ottime condizioni. Il nostro intuito non sbaglia e risaliamo il canale ognuno con il suo passo (e con i suoi pensieri...); addirittura riusciamo ad arrivare in cima prima che i raggi solari lo invadano!



Dalla cima visuale SPAZIALE a 360°....




Purtroppo dobbiamo lasciare questo mondo paradisiaco e tornare verso valle dove ci aspettano un paio di salami e una buona bottiglia di Buglium!



Io vado in montagna con grandi persone! (magari qualcuno un po' sbanfone, però grande comunque :) ! Ha anche azzeccato la diagnosi! A dire il vero solo al 50%, non diteglielo perchè ci rimane male!!).
Hanno gestito la situazione con la massima tranquillità e lucidità possibile, evitando di lasciarsi andare a personalismi o, peggio, eroismi inutili. Grandissimi!!
Grandi anche gli uomini del soccorso che hanno operato su un pendio a 30°!
BELLO AVERE COMPAGNI COSI'!



P.S. Abbiamo sentito Massimo al telefono e sta benone! Un po' di roba è rotta ma ha già voglia di tornare in montagna...Alè!

1 feb 2011

Blüemberg 2405m Da Muotathal 30/01

Ancora una volta il Catena tira fuori un gitone nel piccolo cantone svizzero di Schwiz. Partiamo da casa sotto un leggero nevischio e in poco meno di tre ore siamo a Muotathal 80km più su del Gottardo.
Questo paesino si trova a quota 605m...da noi a questa altezza ci sono già i fiori, qui invece partiamo sci ai piedi!
Iniziamo a risalire ripidi pratoni tra numerose cascine e in breve buchiamo la nebbia

Ambiente dolomitico

La salita prosegue seguendo una ripida traccia tra radure e boschi
Poi gli spazi si fanno più aperti e iniziamo un traverso verso la bastionata rocciasa dell' Achslenstock

Ai suoi piedi si apre un ampio vallone

E finalmente siamo al sole


Al termine del vallone raggiungiamo un colletto quota 2067m da cui è ben visibile la nostra cima con la parte finale della salita

Ora ci uniamo all'itinerario che sale dall'altro versante e affrontiamo il ripido tratto finale

Quasi in cima
E in poco più di 4 ore siamo in vetta insieme ad una ventina di sciapinisti la maggior parte dei quali salita dall'altro versante tra cui anche Claus e Marlen che saluto

Panorami insoliti e cime sconosciute, questa però sarà la prossima gita da fare in zona

Davanti a noi il Rosstock


Primi metrei di discesa da percorrere con attenzione per via dei salti rocciosi sottostanti


Claus in azione

Neve uguale uguale a quella di sabato in orobia


Discesa che sembra non finire mai...alla fine un po' di sano ravanaggio prima del prato finale che ci porta sci ai piedi alla macchina

Degna conclusione di giornata al caseificio di Airolo davanti ad un gustose rosti!
Nota storica molto interessante:
a Muothatal arrivò nel 1883 Iselin dopo la conquista del colle del Pragel in traversata da Glaris, data ufficiale della nascita dello scialpinismo.
«Fu solo nel gennaio 1893 che Cristoforo Iselin di Glaris e tre suoi amici, dopo essersi lungamente dedicati all'esercizio del nuovo sport, riuscirono a superare il colle del Pragel (m 1554), traversata giustamente considerata come l'origine delle escursioni di montagna in sci.Iselin e i suoi compagni si erano dati appuntamento un sabato sera, al calar della notte e ad una rispettabile distanza da Glaris, tutto questo per evitare gli scherni dei loro compaesani. Tra di essi, fra cui anche un norvegese, calzavano gli sci, solo il quarto portava delle racchette e la gita doveva servire a decidere se la superiorità fosse da attribuire alle racchette od agli sci» [Da "Alpinismo Invernale", di Marcel Kurz]

Per concludere , un tributo video alla cresta di piancaformia: