Chi e perchè.

"Ci piace trascorrere il tempo libero all'aperto, in montagna o in ambiente naturale. Ci piace camminare, scalare, sciare, e osservare. Ci interessano tutti gli aspetti della natura, dell'ambiente e dell'ecologia. E' un'esperienza che non si ferma al ritorno in città, per questo la vogliamo raccontare."
.......................................Club Alpino Italiano - sez. Brugherio

25 giu 2023

Ferrata Walserfall

 Partenza alle 6,30 per essere presto all' attacco... 

Ma non troppo presto , se no il Forno Ossolano è chiuso .

L' avvicinamento è in un bellissimo bosco.


E dopo una ventina di minuti eccoci.


La prima parte della ferrata è vicinissima alla cascata.


Ed è anche molto facile.


Si impenna subito e fa subito capire che non è adatta a chi soffre di vertigini.


Caratterizzata da queste staffe a goccia


Tra una parete e l' altra vi sono delle cenge con ognuna un suo nome.
E fanno prendere anche un po' di fiato.


Poco prima della  meta c'è una possibile via di fuga,
da qui la ferrata aumenta di difficolta'.


La parete diventa verticale con qualche passaggio strapiombante .


E molto esposta.


Ma Olga non ha nessuna esitazione.


Anzi si diverte pure.


Vuole stare davanti cosi gli posso fare le foto , 
ma in caso di bisogno non posso aiutarla calandole la corda.




Arriviamo all' ultima parete " Il muro del Nano " la piu' difficile.


L' esposizione qui è al massimo, si vede sotto i piedi la cascata.


E servono buone braccia, c'è un lungo tratto in strapiombo.


Vedo Olga progredire usando la tecnica e i consigli che gli ho tramandato.


Ma l' apprensione regna dentro di me... "Dai piccola forza !!!"



Quando sparisce , vuol dire che è passata dal punto piu' duro.
Ora la parete diventa meno difficile e le braccia ringraziano.
Finita la ferrata  il sole ci accoglie e io posso finalmente rilassarmi. 
Lei invece penso che si sia divertita un sacco.


Come ha scritto Olga : 
"Un uccello posato sul ramo, non ha paura che il ramo si rompa, ma nelle sue ali !
Fidati sempre delle tue capacità "
E io aggiungo :
"La fiducia nelle ali viene trasmessa da chi ti vuole bene, ma vola solo , chi osa farlo ! "


Per tornare alla macchina percorriamo un lungo sentiero che ci riporta a Croveo, 
Passando per vecchi alpeggi walsen.


Qua lo schema della ferrata.


E la cartina con l' avvicinamento ( Verde ) e il sentiero di rientro( Arancione )


23 giu 2023

Weekend a Vajont

Dopo la serata in biblioteca dove abbiamo visto il documentario Vajont di Paolini, eccoci qua nel 60° della tragedia. 
In questa foto fatta dalla ferrata, si vede bene la collina che scivolando dal versante del Toc  ha riempito la diga facendo tracimare l' acqua  in essa contenuta....
Ma la nostra giornata parte con una visita guidata di 3 ore dove oltre a passare sulla diga ci viene spiegata la sua storia
Arrivati nel centro si vede bene la gola del Vajont , e la in fondo Longarone.
La visita lascia ora la diga per andare sulla frana.
Le piante che sessant'anni fà erano 1000 mt piu' in su, sono state trasportate giu'.
Non sono morte ma pur essendo piegate hanno continuato a vivere  e creato questo fenomeno; dal tronco sono cresciute nuove piante.
La bellezza e la forza della natura.
Oggi sono patrimonio dell' Unesco e del ricordo
Uscendo dal bosco ci troviamo sulla sommità della collina della frana, da qua si vede da dove tutto questo materiale è arrivato....
Sono passati 60 anni ma la cicatrice sulle pendici del  Toc sono ancora ben visibili
Finita la visita ci si confronta con i partecipanti , c'è chi salira' ad Erto per pranzare e per poi salire con comodita' al Rif. Maniago e chi eviterà di magiare per andare a fare a ferrata del ricordo.
Questo è il laboratorio di Marco Corona a Erto, si intravede lui .
Mentre in 3 andiamo sulla ferrata.
Se il primo pezzo è tutto facile , se si ha una frontale...
In quanto si passa in cunicoli scavati.

E in cenge esposte


Poi la ferrata si impenna...
Sotto di noi il Vajont


Non ci sono staffe quindi bisogna sapere usare bene i piedi.
Infatti qui le difficoltà aumentano...
Siamo nel tratto D
Siamo ormai all' altezza della diga.

E alla fine le difficoltà finiscono
E lasciamo la dedica sul libro della ferrata, grandissimi Elisabetta e Fausto !
Questa la veduta aerea della ferrata
E ora ci tocca correre se vogliamo mangiare al rifugio...
Sono le 17 quando ci incamminiamo e a passo veloce saliamo...
In un bosco bellissimo ma infinito continuiamo...
Fino a quando appare...
Una lavata e una asciugata e una Birra !!!
ed è ora di cena !
Buona notte....
Il giorno dopo arriva e lasciamo il rifugio.
Si sale ... Lasciando i simpatici folletti del rifugio
La prima parte nel bosco...
Poi compare la bastionata..
Ci si mette imbrago e caschetto e si prosegue...

Si mettono corde fisse nei punti non protetti ma esposti.
E finalmente guadagniamo la spalla

Dietro di noi svetta il Duranno.
Noi arriveremo su qua
Il gruppo è affiatatissimo e ci si aiuta a vicenda... 
Si scende per ghiaioni..
E si continua su questo lungo sentiero attrezzato 
Osvaldo Zandonella


E finalmente si arriva alla macchina, e  da li ad Erto dove una buona pizza ci attende...
Ma un altra prova attende gli autisti 4 ore per tornare a casa .... 
Alle 3 del lunedì siamo a letto...
Stanchissimi ma felici di aver spremuto questo weekend.