Chi e perchè.

"Ci piace trascorrere il tempo libero all'aperto, in montagna o in ambiente naturale. Ci piace camminare, scalare, sciare, e osservare. Ci interessano tutti gli aspetti della natura, dell'ambiente e dell'ecologia. E' un'esperienza che non si ferma al ritorno in città, per questo la vogliamo raccontare."
.......................................Club Alpino Italiano - sez. Brugherio

10 ott 2011

Presolana orientale via Pelliccioli - Spiranelli

Domenica giornata fredda e ventosa, sino all'ultimo si sperava di poter fare la prima sci alpinistica allo Stelvio, ma purtroppo li le nubi hanno tardato ad andarsene...
Nesquik ed io quindi alla ricerca del tepore del sole su una parete a sud, ripieghiamo su questa bella via della Presolana che pare sia frequentata solo dagli on-icers...
infatti chi troviamo?! Airborne e socio impegnati sulla stessa parete, anche se inizialmente diretti alla via sportiva (hard rock) che dopo il secondo tiro si stacca dalla nostra e sale in verticale. Alla fine anche loro hanno deciso di proseguire con noi visto che le scoperte sono state tante:
1) abbiamo appurato che a nostro parere il D+ attribuito dal CAI di Bergamo è pienamente meritato, forse sarà stato a causa dei polpastrelli gelati ma non so...
2) che la roccia su questa via è magnifica e molto rugosa (pure troppo ho quasi finito i cerotti)
3) e soprattuto io sono lieto di affermare che il vecchio chiodo poco sotto il tettuccio del terzo tiro TIENE :-))
vero ragazzi?! ;-)

eccoli i nostri baldi giovanotti
















molto concentrato Simo mentre mi fa sicura eh?!























ecco i ragazzi impegnati nel pimo vero tiro della via

















e qui nel traverso di V ben chiodato, ma non troppo...






















in giornate così i panorami sono sempre splendidi...
ma putroppo a guastarli arrivano i nostri brutti musi colmi di soddisfazione per la vetta raggiunta















La discesa verso il Visolo ci fa incontrare (e quindi superare con notevole difficoltà) un gruppone da 64 persone del CAI di Milano, bravi e composti complimenti non c'è che dire, ma una simile colonizzazione di una cima fa pensare...

Arco, diedro Maestri

"[...] Il Dain. Questa parete, perché montagna non si può chiamare, si alza sopra il lago di Toblino. Sul versante est di questo contrafforte, Bruno Detassis aprì nel 1933 un difficile itinerario di sesto grado (la via Canna d'Organo n.d.r.). La parete sud del Dain guarda i tornanti del Limarò e nasce dal greto del torrente Sarca alzandosi per 400 metri. Quattrocento metri di strapiombi, di tetti, di zone d'erba. Una parete da molti giudicata impossibile. La conosco già, in parte, attraverso due miei precedenti tentativi. Il primo, andato a monte per le cattive condizioni atmosferiche, con il sestogradista Settimo Bonvecchio, il secondo con il fiorentino Paolo Melucci, istruttore nazionale del CAI. Anche la seconda volta il tentativo è rimasto tale. Due sono state le cause del ritorno: tre denti strappati per un volo di otto metri e la perdita del sacco contenente viveri e materiale. Anche senza l'incidente dello zaino, non avremmo potuto continuare per il dolore che mi torturava e m'impediva di masticare; per tenermi un po' in forza ero costretto a trangugiare qualche boccone già masticato da Paolo.
Le pareti del Dain terminano nel bosco; questo porta a un pianoro sul quale si trova il piccolo paese di Ranzo.
Io per primo capisco che questa salita non ha nessuna importanza alpinistica e che si riduce a una esibizione puramente acrobatica. La cosa però non m'interessa. E' una parete giudicata impossibile e non mi piace rinunciare alla base dei giudizi che vogliono essere verità assolute. Al mondo la parola impossibile non esiste e voglio dimostrarlo cominciando dal Dain. [...]."

Cesare Maestri "Arrampicare è il mio mestiere"


La via fu salita da Cesare Maestri con Claudio Baldessari nel 1957 rimandendo in parete per 4 giorni facendo grande uso di mezzi artificiali. Durante la salita Cesare Maestri invitò Baldessari a prendere parte alla sua imminente spedizione al Cerro Torre in Patagonia. Baldessari inizialmente accettò ma poi il Ministero della Difesa gli impedì di partire e Cesare Maestri accettò la proposta di Toni Egger.



Questa via è stato il degno modo per festeggiare il fatto di aver trovato un nuovo compagno di cordata forte e determinato: il "Vice".

Conosciuto due anni fa allo spigolo Vinci, rincontrato casualmente in Medale all'inizio dell'estate e ora legati insieme. Un grazie grossso COSI' per avermi proposto questa via, avermi dato il cambio su quel malefico tiro che non avevo la forza di salire e avrmi insegnato l'estrazione dei friends a martellate.


Via strepitosa con difficoltà continue e sostenute. Chiodatura essenziale generalmente affidabile. 4 spit in 400 metri di via, due dei quali in due soste

Alcuni consigli a chi vuole fare una ripetizione:


1. Ottima la relazione dei Sass Baloss

2. Attaccare con cordate davanti è un suicidio, piovono troppi sassi

3. E' una via per amatori del genere: 4 spit in 400 metri di via, difficoltà continue di VI (dal primo tiro all'ultimo; il V+ dei due tiri finali è una presa in giro), roccia a tratti terribile (non però nella parte centrale del diedro e sulla variante Giacomelli, lì troverete roccia fantastica...Sembra di essere su Luna Nascente!)

4. Trovatevi un compagno come il Vice



Eccolo che compare in tutta la sua vertiginosa bellezza.


L'accesso è veramente divertente


I primi due tiri non sono nel diedro vero e proprio, ci si entra dal terzo. Il vice sul quarto tiro



Su uno dei tiri più bello di tutta la via. Roccia super, fessura magnifica. Dall'ultimo chiodo alla sosta c'è un bel viaggione di 7/8 metri di VI+


Finalmente baciati dal sole;
Finalmente baciati dal sole! Il diedro visto dall'alto...


Nel boschetto in cima alla parete


Cartolina dal piccolo Dain....e pensare che la mattina pioveva!!

3 ott 2011

CAI Brugherio e Canton Ticino

Una due giorni d'autunno alla scoperta di luoghi a me sconosciuti...Canton ticino: zona Monte Tamaro.
Saliamo dalla parte italiana (Curiglia) dove per simpatica mulattiera nel bosco arriviamo a Monteviasco, bel borgo di poche anime perso in fitti boschi. Salendo raccolgo castagne, serviranno per la cena; abbiamo deciso di pernottare alla capanna Merigetto, costruita dalle ceneri di un vecchio rudere alla pendici del monte Gradiccioli; non ha gestore e abbiamo chiesto le chiavi al CAI di Germignaga.

Arriviamo alla capanna nel primo pomeriggio; il caldo è veramente terrificante, sembra piena estate! Penso a quei due dispersi sul Rosa e alle condizioni che troveranno sul pendio del Roccia Nera,se lo troveranno pelato sarà una salita impegnativa!

Dalla capanna puntiamo al monte Lema, ultima cima del crestone di confine Italia-Svizzera. Il dislivello dalla capanna non è molto ma lo sviluppo veramente significativo!
Quando torno alla capanna trovo Adele e Marco intenti ad accendere un fuoco per le castagne e a raccogliere ortiche: ottimo condimento per una bella pasta!

Siamo quasi al dolce quando si apre la porta e compaiono 3 belle faccine seguita da una brutta: Ale e le sue figlie! Bella esperienza per loro arrivare alla capanna con il crepuscolo alla luce delle frontali! Un piatto di pasta anche per loro e poi tutti a goderci tramonto e stellata...





La mattina, dopo una buona colazione, partiamo alla volta del monte Tamaro e del Gradiccioli; bell'itinerario che alterna tratti decisi a lunghi pianori dove ci si può rilassare e lascir spaziare lo sguardo sulle cime alpine del monte Rosa e del Vallese.

Il gruppone al completo in cammino


Ed eccoci in cima!

Il gradiccioli e il percorso che ci rimane ancora da fare


Mi manca il resto delle foto, appena me le daranno le pubblicherò.

Ho scoperto una zona che non conoscevo e forse anche qualche itinerario sci alpinistico da fare in pieno inverno con le numerose funivie della zona chiuse, altrimenti si rischia di beccare il sovraffollamento che abbiamo trovato noi in questa due giorni.

Traversata dei Breithorn

L'abbraccio in cima al Breithorn Occidentale 4165.

Perchè partire un report dalla foto dell' ultima cima , dopo averne gia' salite 4?
Perchè piu' di qualsiasi altra, trasmette la gioia di un sogno realizzato, la fine della traversata .
Natale e io abbiamo famiglia, un lavoro che ci lascia ben poche possibilità di prendere ferie ,quindi riuscire ad organizzare assieme una 2 giorni risulta molto difficile, ma questa volta c'è l'abbiamo fatta !
La traversata dei Breithorn era un pallino che mi rodeva da tempo.
Due anni fa' anche Andrea e Simone hanno compiuto questa traversata e sentendo le loro narrazione mi ha ancora piu' stregato.
Sabato arrivati al passo del Breithorn, davanti a noi si apre questo scenario.
Come da relazione decidiamo di percorrere la via rossa per arrivare al bivacco Rossi e Volante.
Per conoscenza ritengo che la pista alta ( verde ) presenti meno pericoli ,e anche il giorno dopo guardandola dall' alto in effetti di crepacci c'è ne sono veramente pochi.



Mentre la normale, quella che porta anche alla base del Polluce e poi al Castore,di crepacci ne ha molti.Per chi dovesse passare da queste zone, fare attenzione anche se la pista passa sopra un ponte valutare sempre bene le condizioni, noi in piu' punti abbiamo preferito cambiare l'itinerario.
Alla fine ecco comparire il bivacco. Arrivarci non è semplice, bisogna aggirare lo sperone roccioso, superare la terminale, e in fine cercare la via di salita. Corde fisse penzolanti e segni di sentiero talvolta ingannano, recenti frane hanno cambiato il percorso d'accesso. Infatti noi sbuchiamo sopra. Strano ma vero non c'è nessuno.

Ordiniamo un po' il locale e poi mangiamo qualcosina...Intanto il padrone di casa si affaccia al uscio. Occupate le due brande ( materassi e cuscini veramente pietosi ,noi abbiamo azzeccato portandoci i sacchi pelo )per la notte non ci resta che far passare il tempo prendendo il sole e studiando l'itinerario di domani. Che pacchia e che relax..... Ci manca solo una biretta....Ma con Orzo, difficilmente si resta a secco! E ora di preparare qualcosina per la sera e il cuoco si mette all'opera....( non c'è gas,pentole e fornello al bivacco, quindi pure quello bisogna portarsi su. ) E ualà, cotto e mangiato ! Finita la cena una passeggiata per ammirare il tramonto.... Poi tutti a letto ! Dopo una bella dormita, interrotta solo dal mio vicino di branda che mi insultava e mi scuoteva , non capisco il perchè......Alle 5,30 si parte. Lasciare il posto caldo e sicuro del bivacco per iniziare l'ascensione è sempre una cosa un po' triste, ma dopo un po' non ci si pensa piu'. La neve ha rigelato bene e i ramponi fanno presa senza affondare. Gli ultimi 100 metri sono pero' ghiacciati , preferiamo non correre rischi e proseguire a tiri fino alla cresta.




Da una parte albeggia, dall' altra è ancora notte. Una volta arrivati in cresta poche centinaia di metri ci dividono dalla cima della Roccia Nera 4075. E una ! Intanto albeggia e anche Natale arriva. Ora torniamo sui nostri passi e iniziamo la traversata puntando a ovest. E finalmente il sole sorge dietro il gruppo del Rosa. Quando arriviamo alle alle roccete della Punta 4106 ci giriamo a guardare il percorso fatto. Natale in cima.























E due !
Due doppie ci riconducono alla cresta nevosa.






Roccette facili ci fanno arrivare in cima al Breithorn Orientale 4141.


E tre !


Anche per Natale fanno tre.



Giornata strepitosa non una nuvola, non fa' freddo, e abbiamo tanto tempo per goderci la giornata.







La prima calata dal Breithorn Orientale è un po' nel vuoto....


Anche questo fa' parte del gioco.


Una volta ridiscesi sulla cresta ci avviamo verso il centrale,sempre con il Cervino davanti a noi.



Prima di iniziare ad arrampicare ci spogliamo un po' e mangiamo qualcosina, poi si inizia...



Roccia compatta e il sole la scalda pure, io arrampico a mani nude, è bellissimo.
Ma anche Natale si diverte.



Sapere che puoi fidarti delle tue mani e fantastico, ti permette di superare passaggi non difficili ma con molta, molta esposizione.



Ambiente strepitoso.



Vuoto ovunque.


Natale mi raggiunge e la foto rende un po' ....Ma essere li è diverso.


Oramai quasi fuori ,c'è il passaggio di 4°, aggirabile a sinistra (calandosi e poi risalendo dopo il gendarme), ma vuoi mettere farlo ...



E finalmente ecco riapparire la neve.





Natale in cima del Breithorn Centrale 4160, alle spalle tutta la cresta gia' fatta.



E quattro !


Ora l'occidentale l'avevamo fatto tutte e due, la stanchezza si sentiva, arrivati al colle la pista che scende è molto allettante, ma che traversata sarebbe senza l'ultimo ?


Arrivati al bivio mi giro e gli chiedo " Nat c'è nai ancora un po' di benza ? "


Lui mi guarda e mi dice " Lo sapevo ....( non si possono scrivere le varie parole dette ) ma lo stavo pensando anch' io, dai vai avanti ! ".
L'ulimo passo ed è cima !








E fanno 5 .


Chi l'ha detto che in discesa rotolano anche i sassi ?


Qua di sassi "ghe ne minga "....


Bestia che fatica la discesa...Non so se rendo....


Durante la traversata gli ho chiesto "perchè facciamo ste fatiche...?"


Lui mi ha detto " guarda le foto domani e poi lo capirai !"