Chi e perchè.

"Ci piace trascorrere il tempo libero all'aperto, in montagna o in ambiente naturale. Ci piace camminare, scalare, sciare, e osservare. Ci interessano tutti gli aspetti della natura, dell'ambiente e dell'ecologia. E' un'esperienza che non si ferma al ritorno in città, per questo la vogliamo raccontare."
.......................................Club Alpino Italiano - sez. Brugherio

23 gen 2011

23 gennaio - Canalone Còmera

7:30 davanti al CAI...evvai un orario decente una volta tanto!
Ovviamente si opta per la funivia per goderci il Canalone...la giornata è stupenda e non ci preoccupano nemmeno le orde di unni con piccozze che salgono con noi in cabina...il canalone è solo nostro!!!!il freddo è pungente, ma noi siamo atermici!canalone, canalone!!!


...solo la voce di Fausto rompe il silenzio "Eeeehhh com'è simpatica questa domenica così lunatica..." anche un camoscio scappa...
Ci avviciniamo al canalone immerso nel silenzio e nel gelo del mattino.



E siamo nel canalone non senza un ferito: Fausto che ha fatto un volo e ora ha un ginocchio bionico.
Piero osserva imperturbabile: "...questi giovani d'oggi..."


...ed eccoci all'attacco...
"Dai Fausto resisti, ti spingo io..."


...ed ecco l'impavido che prosegue ignorando il dolore e la pendenza "Io no, io no, io no...non ti dimenticherò..."


Eccoci al salto di roccia coperto di ghiaccio...Fausto prova la resistenza della sua picca mentre Piero e Mauri scappano...


La neve ha giocato col vento...arabeschi impalpabili decorano abissi e buchi... che cristalli saranno questi?chi ha studiato la lezione sulle valanghe?


Siamo velocissimi ed ecco che usciamo dal canalone alla ricerca del sole...ebbrave caprette!


...dai Fausto che sei arrivato!!! non senti odore di polenta?

Ed eccoci in cima, ore 11...giornata spettacolare, il fumo del rifugio rammenta immagini d'altri tempi, calore e camini, ma noi siamo qui felici di quello che ci circonda, del panorama a 360°, del venticello che ci sta congelando e delle montagne che si stendono a perdita d'occhio...
Foto di vetta ma...dov'è la bandiera di Ricky? ci manchi Orzo...dov'è la tanica di vinello?
...finalmente una foto anche per me...
...e in mancanza di Giotto ci consoliamo con un "leon berger" very very over size...illusione o fotomontaggio?
...e visto che lui è "tanto"...mangia anche tanto e ...perchè no?"..dividiamo il panozzo del mio padrone che mi ha fatto faticare fin quassù!...visto che 'sti taccagni di brugheresi non mi offrono nulla e scendono senza fermarsi al rifugio solo per la pigrizia di non levarsi i ramponi!"


Si scende veramente...non prima di aver saccheggiato modello termiti la tavoletta di cioccolato di Maurizio che doveva durare tutto l'inverno...
Fausto ricomincia a cantare e lo perdiamo...

...un camoscio ci tiene d'occhio mentre scendiamo cantando...il canalone ci è piaciuto e siamo contenti!
Una sosta non troppo breve al Rif.Stoppani per rifocillare Fausto e Maurizio e poi si riparte...ecco il Còmera in tutto il suo splendore...ma l'abbiamo fatto davvero? sembra ripidissimo!...
Il sentiero si fa sempre più palloso e affollato di gitanti della domenica...un po' rimpiangiamo il silenzio e i blocchi di ghiaccio che sibilavano attorno a noi nel canalone...
ma la delicatezza dell'Helleboro che costella il bosco ci fa ricordare che quanto di bello abbiamo vissuto lo portiamo dentro di noi e nessun rumore potrà mai rubarcelo!!!grazie a tutti voi per oggi!

Pedena 2399m

Dopo la mega crostata di ieri mai mi sarei aspettato di poter fare oggi una gita nella polvere...e invece la solita Val Gerola ci fa un bella sorpresa!
Con lo scarso innevamento di quest'anno riusciamo a percorrere la strada per il Passo San Marco fino a 1500m. Dalla curva del torrente Lago si iniza a salire verso il Baitone lungo una dorsale di radi pini


Verso il costone quota 2287m che aggiriamo a sinistra


Nella ripida valletta sotto l'anticima


Poco sotto l'anticima molliamo gli sci e risaliamo a piedi fino alla cresta finale


Dalla vetta il solito gran panorama



Cos'è??


Ieri eravamo là in fondo


Arriva anche Oscar


E ora possiamo gustarci la discesa nella polvere...sembra sia nevicato ieri!!
Dopo il primo ripido pendio sotto l'anticima abbandoniamo il percorso di salita spostandoci verso sinistra...


...fino ad imboccare uno stupendo vallone


Polvere polvere!!!


E sarà polvere fino alla macchina, la Valgerola non delude mai!!
Poco sotto Alberedo ci fermiamo ad ammirare una bella opera d'arte...qua sì che gli scultori sanno scegliere bene i loro soggetti!

17 gen 2011

Punta di Elgio - Tendata in Val Formazza

Anche quest'anno è arrivato il momento della classica tendata. Meta iniziale la Valpelline ma un bollettino valanghe minaccioso ci fa cambiare meta.
Così di buon mattino arriviamo a Riale in Val Formazza, un bel venticello ci accoglie ma con i tradizionali megazaini da tendata ci scaldiamo in fretta

Fortunatamente la strada per il Passo San Carlo ci permette di salire spediti anche con carichi pesanti

Verso i 2000m abbandoniamo la strada e 100m più sopra troviamo un bel pianoro nelle vicinanze del Lago Castel che pare fatto apposta per accogliere le nostre tende

E ora si inizia a scavare, un Rambo scatenato ci obbliga a fare un trincerone profondo 60cm. Neve al suolo 150cm, numero molto scarso per questa valle che è la più nevosa delle Alpi.

Opera completata, alle nostre spalle la Bocchetta del Castel, a destra la Punta Castel

Campo base degno di un 8000, abbiamo anche due lussuosi bagni e un angolo cottura con vista (manca il vino, d'altronde senza Orzobimbo...)

Ci gustiamo il sole fino alla fine immersi nel silenzio di questo bel posto oramai tutto per noi


Alle 18.30 iniziamo a magnare con un ridente aperitivo seguito da un lauta cena, intanto fuori la temperatura cala in fretta fino a toccare i -6° della notte. Meno male che non siamo andati oltre perchè col mio sacco a pelo da quattro soldi non avrei resistito a temperature più basse!
All'alba la nostra meta è già illuminata (è quella a destra)

Dopo aver smadonnato contro attachini e scarponi congelati partiamo in discesa fino a tornare sulla strada che seguiamo fino al rifugio Maria Luisa (già aperto purtroppo)

Seguiamo inizialmente la traccia cannata di alcuni svizzeri, poi il mastrogita Catena ci riporta sulla retta via
Il Corno Mut
Quasi in cima
In vetta panorama stupendo...l'Aletschorn

Finsterarhorn (o come diavolo si scrive) e Lauterharhorn (o come diavolo si scrive)
Davanti a noi le cime della Val Bedretto: Pizzo Rotondo e Pesciora


Qui invece una calssica della Val Formazza, la Punta Valrossa

In discesa i ciaspolari seguono la via di salita, noi scimuniti ci inventiamo una percorso più divertente.

Poi scoviamo un bel canale (con neve ancora polverosa anche se un po' appesantita) che ci porta dritti dritti alla diga del Toggia

Attraversiamo la diga e ripelliamo. Costeggiandola torniamo al nostro campo base. Dietro di noi la nostra discesa (peccato per i piloni...)
Non ci resta che smantellare, con un po' di malinconia, la nostra reggia...prossimamente la trunata