Chi e perchè.

"Ci piace trascorrere il tempo libero all'aperto, in montagna o in ambiente naturale. Ci piace camminare, scalare, sciare, e osservare. Ci interessano tutti gli aspetti della natura, dell'ambiente e dell'ecologia. E' un'esperienza che non si ferma al ritorno in città, per questo la vogliamo raccontare."
.......................................Club Alpino Italiano - sez. Brugherio

04 mag 2009

Sentiero dei Solitari per un solitario

Voglio allenarmi, e Simo mi pacca.
Non ho voglia di andare a impelagarmi in situazioni difficili. Scelgo un itinerario lungo ma, almeno in parte, noto.
Parto da Erve che non sono neanche le sette, l'aria è più fresca di quello che pensavo e la sola magliettina non basta.
Oltrepasso l'agriturismo "Due Camosci" (dopo capirò il nome) e prendo la deviazione per il Pra di Ratt che mi consegna in un'ora secca alla Capanna Monza. Il simpatico Luigi è già incucina ma appena mi vede esce a scambiare quattro parole. Chiedo a lui informazioni sul percorso che vorrei seguire (canalone di Val Negra) ma mi consiglia il sentiero dei solitari, giro più appagante e divertente (a quanto dice lui). Voglio fidarmi, e forte della mia cartina seguo il sentiero 11 che mi porterà in un'altra ora sul sentiero delle creste.
Il sentiero seguito è veramente molto bello: si percorre per un pezzo la traccia che porta alla bastionata poi, al posto di salire verso questa, si tiene la destra rimontando per un pezzetto l'imbocco del canalone di Val Negra. Si giunge a un sasso su cui l'indicazione "Sentiero dei Solitari" è perfettamente visibile.

Così avanzo tra neve di slavina e una miriade di giovani camosci (altro che due...) per nulla spaventati dalla mia presenza. E' un coro di bramiti e io mi muovo silenzioso per gustarmeli tutti.
Sbuco sulla cresta, finalmente mi godo il sole! Il pezzo fin qua fatto mi ha entusiasmato! Torrioni e pareti dominano i prati saliti e mi sono chiesto come mai il Resegone viene schifato dagli arrampicatori Lecchesi. Se si vogliono vie di stampo alpinistico, dove lo spit non è ancora comparso e dove la roccia non è ottima il Resegne è il posto (l'ultimo...) dove venire. Ma forse è proprio per questo che non è frequentato: roccia infallibile, spit sotto al culo e gradi esagerati sembrano la sola strada...

Il cartello indicatore posto in cresta, indica l'Azzoni in un ora e trenta minuti. Che esagerazione! Senza correre ci ho messo 45 minuti.

In cima mi ricordo di avere nello zaino una banana che mi mangio mentre un simpatico cagnolino mi fa compagnia. Poi inizio la discesa per il sentiero 1 che mi consegna, tramite variante attrezzata del caminetto, al passo del Fò, quindi alla Monza.
Mi faccio rivedere, almeno non mandano fuori il soccorso a cercarmi, e dopo un panino al formaggio scendo a Erve.

Di neve, su questo versante, ve nè molto poca. Ho utilizzato i ramponmi su un paio di infidi traversi.
Sul sentiero che sale da morterone è ancora innevato l'ultimo pezzo. Si potrebbe scendere con gli sci ;-)
Le orobie sono bianche, bianche. Il sole sta facendo il suo lavoro e incomincia a smangiarla alla quote puiù basse.

Bel giro molto appagante, che mi ha fatto scoprire un angolo di Resegone che non conoscevo ancora.

6 commenti:

simo ha detto...

al posto della banana portati dietro una macchina fotografica!!

allora adesso sei pronto per la bondasca??

Andrea ha detto...

Bondasca for ever! Nel caso mi fermo :-))

La macchina volevo chiederla alla morosa...ma poi nada

Orzo Bimbo ha detto...

Ogni tanto andare da solo è stimolante.
La solitudine ci fa' ragionare ,ponderare , capire.
Il ritagliarsi del tempo per noi è importante.
E bello capire che stiamo vivendo, ma dobbiamo anche capire come lo stiamo facendo.
E io trovo che le esperienze solitarie ci aiutino in questo.

Andrea ha detto...

In tanti anni di montagna non avevo mai compiuto un'escursione da solo. Devo dire che mi è piaciuto molto.

Chissà arrampicare da solo che bello che deve essere...

Xmas ha detto...

Io di "solitarie" (tra cui qualche arrampicata) ne ho fatte parecchie, prima per volontà, in qualche momento particolare, poi per necessità (andando in ferie con la famiglia in periodi in cui solitamente gli amici lavorano sei costretto a farlo). Alcune salite, ad esempio il Bianco, sono state veramente di grande soddisfazione personale. E questo nonostante i giudizi negativi di chi trovavo sul percorso e spesso mi dava dell'incosciente se non di peggio (sul Bernina stavo mandando af.....o uno che continuava a rompere!). La cosa strana è che anche se con il senno di poi mi dico anch'io che sono stato un pò incosciente, comunque continuo a farlo.

Oscar ha detto...

Tante volte mi sono gustato la montagna in solitaria,è come se le sensazioni si amplificano