Chi e perchè.

"Ci piace trascorrere il tempo libero all'aperto, in montagna o in ambiente naturale. Ci piace camminare, scalare, sciare, e osservare. Ci interessano tutti gli aspetti della natura, dell'ambiente e dell'ecologia. E' un'esperienza che non si ferma al ritorno in città, per questo la vogliamo raccontare."
.......................................Club Alpino Italiano - sez. Brugherio

1 ago 2018

Marmolada Ferrata Cresta Ovest

Dopo una settimana di telefonate con scambi di vedute e idee al limite del litigio...
Finalmente eccoci , lasciate le macchine al passo Fedaia, saliamo a piedi verso il rifugio Pian dei Fiacconi.
Lasciati i prati ora la pietraia regna , ma la forza della natura vince su tutto, dove si pensa che non esisti vita... Ecco comparire bellissimi fiori.
 Arrivati al rifugio si fa' merenda.
Poi mentre qualcuno va a fare ricognizione per vedere il sentiero di domani fino all' inizio della ferrata, gli altri ripassano legature e nodi 
Arriva la notte e una volta a letto, la testa continua a pensare....
Avremo fatto tutto perchè domani fili tutto liscio....
Mentre nella testa dei ragazzi un altro pensiero continua a tenerli svegli...
Saro' in grado ?
Finalmente spunta il sole e la colazione ci attende.
I pensieri svanisco ...
Usciamo dal rifugio alle 6,30
E lei dall' alto ci gurda.
Sa che dobbiamo perdere quota e questo la fa' sorridere
A noi un po' meno...
Aggirato lo sperone e perso piu' di 150 mt di dislivello , ecco finalmente il colle e il piccolo ghiacciaio che ormai sta esaurendosi...
Ogni accompagnatore a 2 ragazzi al seguito e deve controllare che tutto si fatto bene.
Messi i ramponi, per alcuni la prima volta si procede su questi strani aggeggi.
Ma il gioco dura poco e un nuovo cambio di assetto ci aspetta . 
Si inizia la ferrata che nel primo tratto porta al colle
Attaccando e saccando i moschettoni...
Si guadagna quota
Si arriva cosi alla forcella della Marmolada dove resti della grande guerra  la vegliano da 100 anni
Si attacca la cresta Ovest 
Dopo un primo tratto abbastanza appoggiato la ferrata si impenna
La roccia in alcuni tratti è bagnata ma grazie alle staffe si procede bene
L' esposizione regna
E in alto Fausto e Luca sembrano volare sulla schiena di un enorme orso
Superato il primo sperone ecco apparire resto della cresta con il baratro della sud.
Le pendenze si fanno piu' dolci, ma l' altezza si fa' sentire
E finalmente ecco apparire il rifugio della cima
Letteralmente occupato dal nostro gruppo
E' un piacere conoscere di persona "l' eremita" colui che vive e gestisce il rifugio da solo
Foto di rito anche perche ' siamo un bel gruppo
Ma non bisogna perdere la concentrazione, una lunga e insidiosa discesa ci aspetta
Il primo tratto lo facciamo con i ramponi poi ancora una volta, cambio di assetto
Il ghiacciaio e sotto di noi ma per arrivarci
Occorre fare una altra ferrata
Che scende in un canale obliquo
Con passi a volte belli verticali
E finalmente eccoci su ghiacciaio
La traccia è molto evidente e cerca di evitare tutte le fenditure dei crepacci, ma a volte non riesce e bisogna superarli.
Saltare non è cosi facile come si pensa specie per chi lo fa' la prima volta.
Un ultimo pezzo un po' piu' verticale lo passiamo grazie a una corda fissa posizionata da noi.
Finisce il ghiacciaio e finisce la tensione .
Tra me penso " Grazie al cielo tutto è andato bene ."
I ragazzi " C'è l' ho fatta !!! "
Tornati al rifugio l' euforia regna e anche un po' di stanchezza dovuta anche alla tensione si fa sentire.
Alcuni preferiscono prendere gli impianti per scendere, ma non dopo essere stati caricati come muli.
Se c'è chi scende con tutta tranquillita' guardando il panorama dall' alto ...
Sotto si scatena la gara, vuoi a scarico della tensione, vuoi perche' proprio normali non siamo...
Il ghiaietto aiuta e ci fa' arrivare prima di quelli sulla bidonvia. 
Qua la mappa del percorso da noi fatto con in giallo e rosso i tratti attrezzati.
Ringrazio
Agli accompagnatori; ragazzi con esperienza che hanno rinunciato per un week a seguire i propri sogni,ma si sono dedicati agli altri, avendo come compenso solo la gioia di chi accompagnavano.
I ragazzi ; che hanno preferito seguire le serate di preparazione all' uscita al posto di starsene a casa sul divano, e i risultati si sono visti... Bravi !
A chi ha fatto le foto che io da buon pirata ho rubato e pubblicato.
Un grosso Grazie al nostro presidente Chiara che ha organizzato e permesso che questa 2 gg fosse fatta.

27 lug 2018

Traversata delle cime del Pizzo Suretta

Bella escursione in zona Passo dello Spluga con tratti misti di neve e roccia e panoramica traversata in cresta, lungo il confine con la Svizzera, a toccare in successione la Punta Nera (3027 m), la Punta Rossa (3020 m) e la Punta Adami (2969 m). Fatta in 2 giorni per comodità, sfruttando l'appoggio del bivacco omonimo, ma possibile anche in giornata.
Presenti: Ale (roccioso capocordata), Fausto (roccioso veterano) e il sottoscritto micascisto.

Il percorso: dal punto verde (base del ghiacciaio, dove finalmente il mio gps ha deciso di svegliarsi)
al punto rosso (parcheggio)

Il percorso in cresta, dal versante sud [mappa interattiva, cliccare qui... taac]

Partiti comodamente da Brugherio intorno a mezzogiorno, arriviamo nel primo pomeriggio nei pressi del lago di Montespluga (1908 m), dove lasciamo l'auto e prepariamo l'equipaggiamento.

Il lago di Montespluga è noto per essere in discesa

Salendo, il paesaggio cambia velocemente

E ben presto la vegetazione lascia spazio alla nuda roccia

Quando siamo ormai in vista del bivacco Suretta, la furia degli elementi mette alla prova la nostra determinazione, regalandoci uno scroscio di pioggia con annessa grandine, che non basta tuttavia a impensierirci.
Arriviamo al bivacco, da 7-9 posti, dove troviamo solo una coppia tedesco-polacca (palesemente entusiasta di condividere la notte in baracca con noi). Segue una cena soddisfacente, grazie ai viveri di Ale e Fausto, che consentono anche il sostentamento dell'addetto al trasporto di corda & cordini, nonché estensore di bellissime relazioni. Nanna. Sveglia alle 5.

Facce da 5:30 del mattino

Dopo un breve tratto roccioso giungiamo all'attacco del ghiacciaio, dove ci equipaggiamo con con piccozza e ramponi, indispensabili data la pendenza elevata.


Tornati su roccia, proseguiamo con qualche passaggio semplice di arrampicata, fino alla cresta (ore 7:00).

Il percorso fatto a partire dal bivacco (cerchiato)

Deviamo subito verso ovest per raggiungere la Punta Nera (Surettahorn). Qui ci leghiamo in cordata per tornare sui nostri passi e proseguire verso est.

Alba dalla Punta Nera
Non è una gita senza un PeakFinder

Percorriamo con calma tutta la cresta, tra passaggi di arrampicata semplici ma decisamente esposti, dove Ale mette protezioni quando necessario.
In sequenza raggiungiamo la punta Rossa e infine la Punta Adami (ore 9:00).

Guidati in vetta dal maestro Ale-san





I 3 della Punta Adami


Da qui comincia la discesa, a chiudere approssimativamente un anello che ci riconduce alla base del ghiacciaio. Affrontiamo questo tratto sempre legati e nuovamente con piccozza e ramponi, disarrampicando nel tratto più ripido di neve e ghiaccio, fattosi ormai più cedevole, con annessa esercitazione di caduta e mio tentativo (velleitario) di bloccaggio con piccozza.
Tornati al bivacco a rassettare e recuperare diligentemente la rumenta, proseguiamo con la discesa facile, ma come al solito interminabile.


Where's Ale?
Where's Fausto?

Giornata conclusa nel pomeriggio con un ottimo pranzo a base di pizzoccheri chiavennaschi (colmando così una mia grave lacuna cultural-culinaria), e immancabile coda affrontata senza battere ciglio dal prode Faustotaxi.