Chi e perchè.

"Ci piace trascorrere il tempo libero all'aperto, in montagna o in ambiente naturale. Ci piace camminare, scalare, sciare, e osservare. Ci interessano tutti gli aspetti della natura, dell'ambiente e dell'ecologia. E' un'esperienza che non si ferma al ritorno in città, per questo la vogliamo raccontare."
.......................................Club Alpino Italiano - sez. Brugherio

04 lug 2011

Aiguilles de la Trélatete

Il Monte Bianco è davvero un nepal in miniatura, ambienti spettacolari, qualsiasi via mai banale, e soprattutto il versante ovest, meno servito dalle funivie e quindi meno affollato dai “turisti dell’alpinismo” come li chiamo io. E’ sempre selvaggio e si scala senza vedere traccia d’uomo tranne, se il vento non l’ha già soffiata via, qualche solco del rampone di chi ti ha preceduto chissà quanto tempo prima. Chespettacolo!!!Oggi siamo io e l’amico Paolo, alias mister 4000 (perché gliene mancano 16 e poi gli ha fatti tutti!http://www.club4000.it/db_membri/elenco_vette.php?id_socio=178&lang=ita ). Egli, vero highlander, avendo ormai “consumato” tutti i soci che nel corso degli anni ha incontrato, è venuto a cercarmi e a propormi una "gitarella" da 2.200 mt di dislivello, forse per verificare se fossi pronto per fargli compagnia nei prossimi 4000 che mancano al curriculum, una sorta di casting d’alta quota insomma… :-) Magari!!!

Sabato reciproci impegni di famiglia e quindi eccoci alle 4:30 di domenica mattina a contendere la strada ad alticci reduci della festa celtica in val Veny e a lasciare l’auto alla sbarra di la Visaille. La meta è dapprima il bivacco Rainetto e quindi le Aiguilles de la Trélatete. La salita non è particolarmente tecnica ma l’ambiente è sempre severo e quindi occorre prestare comunque attenzione ai crepacci sul ghiacciaio del Petit Mont Blanc, e al ghiaccio inizia già ad affiorare sul pendio finale di circa 45°. Occorre infilarsi tre 2 seracchi sovrapposti e con ghiaccio vivo la cosa può rivelarsi assai delicata, soprattutto in discesa.In cima lo sguardo viene magneticamente attratto dalla ovest del bianco, con laggiù il nuovo Gonella e la via del papa sul ghiacciaio de Dome, lo sperone della Tournette e lo sperone Centrale e a destra l’infinita cresta de Broulliard. Ma volgendo lo sguardo verso la valle si arriva sino al Cervino, Monte Rosa, Grivola, Routor, la Testa della Val di Rhemes, la Grande Casse e il resto delle alpi francesi delle quali non conosco il nome Lucie mi aiuti?

quasi primo chiarore sulla piana di Combal

uno stambecco addomesticato ci attende al bivacco e si mette in posa, sullo sfondo la Grand Casse e non so che altro...Lucie?!

primi pendii e primi seracchi in vista, ottimo rigelo e si cammina sicuri


uno sguardo a occidente giù verso la Francia e la zona del rifugio de Conscrits

Ma soprattutto più di uno sguardo a SUA MAESTA' :-D
(cerchiato in piccolo in basso il nuovo Gonella)

e mettiamoci anche i nostri brutti musi soddisfatti dopo 2.200 mt e 6 ore e mezzo di salita.
E mai che io abbia soci che portano le macchine fotografiche decenti eh!? Ah se non avessi il telefonino...

Un ultimo scorcio, dalla cima settentrionale inquadro la centrale e la meridionale, ore 11.00
Discesa quindi su neve ancora bella e dura sino a 3500 mt, poi pappa ma non più di 15 cm, il vento teso da nord ovest ci ha proprio fatto un bel favore oggi.

Gita molto bella che che sono lieto abbia aperto la mia stagione alpinistica, e se questa era la prima...
Grazie Paolo!!!

3 commenti:

matteo ha detto...

ciao avrei in programma la salita alla punta centrale nei prossimi wend, un po' più in relax però(sosta al rainetto) mi potresti dare qualche dettaglio in più sulla gita?
aggirata la cima del petit mont blanc passando sull'omoniumo ghiacciaio?non è possibile rimanere in cresta?è già molto secco il pendio che sale alla cima est? dalla cima centrale com'è scendere sul ghiacciaio blanche? e l'attraversamento verso il bivacco dell'estelette come si presentava? grazie mille e buone salite
matteo

Vecchioleone ha detto...

Aiuto! Quindi x ordine:
La cima del petit mont blanc la si aggira attraverso un passaggio di sfasciumi e un diedrino aperto da 4 metri con una vecchia corda sfilacciata a far da corrimano. Abbiamo pensato al ritorno di evitare la piana glaciale e stare tutto in cresta salendo anche il petit, ma abbiamo visto che si allunga di almeno un'ora e mezza e la roccia è un bel merdaio.
La salita alle cime è pressoché obbligata poiché verso meridione (sinistra salendo) hai ormai ghiaccio vivo, e a destra (settentrionale) ci sono i seracchi, si sale la centrale indilandosi tra 2 seracchi si passa a desta quello in basso e la terminale dell'altro che c'è sopra, sull'angolo a sinistra. E praticamente sei arrivato in cresta, da li mancano 100 mt di pendio ripido.
La discesa invece dall'altro versante l'hanno fatta 2 francesi domenica (ho visto un post di una guida di chamonix) ma non saprei di più, tranne che conviene essere su presto al mattino perché di la è più ripida e c'è del miato quindi il rischio di cadute pietre è molto concreto.

Vecchioleone ha detto...

Il miato per il mio palmare è il misto!!!
Buona gita