Chi e perchè.

"Ci piace trascorrere il tempo libero all'aperto, in montagna o in ambiente naturale. Ci piace camminare, scalare, sciare, e osservare. Ci interessano tutti gli aspetti della natura, dell'ambiente e dell'ecologia. E' un'esperienza che non si ferma al ritorno in città, per questo la vogliamo raccontare."
.......................................Club Alpino Italiano - sez. Brugherio

06 ott 2008

VIA FERRATA DELLA CASCATA DELL'OULE - SAVOIA

Mi trovavo nei pressi di Grenoble, piu' esattamente a St. Hilaire du Touvet,
per assistere ad una manifestazione a livello mondiale di volo in deltaplano
e parapendio, il 20 e 21 Settembre '08.

Mentre girovagavo per quel paesino di montagna, vedo la scritta "Via Ferrata
de l'Oule"! Oh questa e' bella, non tanto perche' in Francese Ferrata si
dica come in Italiano, ma perche' non mi aspettavo proprio di trovarne una
da quelle parti... Mi metto in agitazione e scopro che la Ferrata in
questione sta prorio sotto il paese, nell'enorme precipizio usato per
lanciarsi in volo...

E adesso come faccio, colto cosi', di sorpresa e con la mia attrezzatura a
casa...? Beh, a farla breve, il giorno dopo la manifestazione mi ritrovo al
mattino a noleggiare l'attrezzatura completa (15 Euro....), e parto in
tromba per questa via, il cui tempo di salita viene stimato in tre ore.
Scendo per un ripido sentiero fino a raggiungere, in un'ora di cammino,
l'attacco. Mi imbrago e parto deciso, su per il "Pilone del Belvedere" (Foto
01). A guardarlo sembrava piu' facile, invece e' bello verticale, esposto e
con qualche passaggio un po' strapiombante. Il belvedere certo non manca!
Per fortuna, la lunga sequenza di gradini in ferro e' abbastanza
rassicurante...


Superato il Pilone trovo - sorpresa! - una bella cascata in piena parete con
addirittura l'annesso laghetto!! Una scena molto idillica e
riposante...(Foto 02) Giusto il tempo di riprendermi dalla sorpresa e mi
trovo davanti a un bivio: a destra la via e' indicata come " facile", mentre
a sinistra sarebbe "molto difficile"... Penso che la seconda vada bene e mi
avvio da quella parte, trovando ben presto dei cartelli del tipo: " Via
molto faticosa e vertiginosa, solo per veri esperti..." e piu' avanti:
"Attenzione, la salita non presenta alcuna via di fuga..." e poi ancora: "
La progressione in cordata e' consigliata...".


Boh, a quel punto incomincio a chiedermi se ho preso la via giusta, mentre
osservo preoccupato, piu' in alto a sinistra, un grosso diedro che sale
vertiginoso per almeno 60 metri... Non si passera' mica di la'? Mi avvicino
e, beh, va proprio cosi'... Tiro un grosso respiro e con uno strano nodo
alla gola inizio a salire (Foto 03/04/05). Dunque, i tratti relativamente
piu' facili sono quelli verticali, gli altri sono strapiombanti...




Allora faccio cosi': sugli strapiombi vado via veloce, mentre rallento sul
verticale per riposare le braccia e riprendere fiato...!! E' con vero
sollievo che esco fuori dal diedro e mi ritrovo a camminare su di una comoda
cengia, ma che panorama vertiginoso! Il senso di sollievo dura solo fin
quando arrivo ad una scala di ferro. Ma non come siamo soliti vederle noi,
accidenti, quella pende tutta in fuori... (Foto 06/07). Mi faccio forza e
risalgo quei gradini che danno sul vuoto. Poi ci ripenso e torno sulla
cengia a piazzare la macchina fotografica con l'autoscatto. Quindi la
risalgo tutta e mi aggrappo al bordo del tetto, risalendo una parete liscia
e verticale. Meglio non pensare a quello che c'e' ora sotto di me...



Percorro un'altra cengia, piu' scomoda ed esposta, che mi conduce ad
un'altra scala, quella "dell'Inferno" - il nome la dice lunga...(Foto 08).
Cavoli, ma da queste parti non le sanno proprio mettere le scale! Che sia
colpa degli strapiombi...? Insomma, la risalgo e oltre il tetto mi ritrovo
sull'ultimo paretone verticale che immette direttamente al bosco. Pufff,
fine della via!


Guardo l'orologio e non credo ai miei occhi: ho fatto la via in un'ora
esatta! Un comodo sentiero mi riporta in breve al paese. Entro in negozio a
riconsegnare l'attrezzatura e quello mi guarda con sorpresa... Non riesce a
credere che ho fatto tutto in due ore... Mi fa addiritura lo sconto, e pago
solo 10 Euro di noleggio!

In conclusione, la via non e' delle piu' lunghe, sono 270 metri di
dislivello. Non e' nemmeno alpinistica, ci sono gradini in ferro
dappertutto. Ma e' veramente tosta: faticosa per il verticale e gli
strapiombi e molto esposta, ci si trova sempre in piena parete. Nell'ultima
foto (09), fatta mentre ero in volo, c'e' una bella panoramica della parte
superiore della via, con la cascata sulla destra e a sinistra il terribile
Diedro...


Decisamente una bella via - da rifare! (non fosse altro per l'adrenalinico
Diedro!).

Enrico

1 commento:

Andrea ha detto...

come rovinare un bel diero...ci potevano stare un paio di tiri di arrampicata veramente notevoli...sigh...

Comunque, complimenti!!