Chi e perchè.

"Ci piace trascorrere il tempo libero all'aperto, in montagna o in ambiente naturale. Ci piace camminare, scalare, sciare, e osservare. Ci interessano tutti gli aspetti della natura, dell'ambiente e dell'ecologia. E' un'esperienza che non si ferma al ritorno in città, per questo la vogliamo raccontare."
.......................................Club Alpino Italiano - sez. Brugherio

04 ago 2008

Cresta Sella al Lyskamm Orientale e traversata all'Occidentale

Nelle ultime settimane i nomi di queste montagne con la loro traversata ricorrevano spesso nei discorsi di Riccardo. Più gli fornivo foto e relazioni più il suo desiderio cresce ed io non aspettavo altro!

Sabato partiamo presto da casa, a Gressoney ci accoglie un'aria frizzante. Gli impianti di risalita ci depositano al Colle Bettaforca davanti al Rosa


Mentre saliamo verso il Quintino Sella già facciamo progetti futuri


In due ore arriviamo al rifugio: mangiamo, riposiamo e, per la gioia di Riccardo, giochiamo a monopoli coinvolgendo chi ci capita nei paraggi


Abbiamo anche il tempo per parlare della salita. Riccardo dice di essere piuttosto preoccupato per quello che ci aspetta: la traversata e il malfamato appellativo "divoratrice di uomini" gli fanno nascere cattivi pensieri. Anche io ho avuto sempre timore di questa montagna, ma quest'anno sapevo delle ottime condizioni e ciò mi rende tranquillo e fiducioso.
Decidiamo poi di modificare l'idea originale che prevedeva la salita al Lyskamm Occidentale per la via normale, la traversata all'Orientale e la discesa verso la Gnifetti dalla cresta Est. Vogliamo appunto evitare di affrontare quest'ultima parte nelle ore più calde trovando insidiosa neve molle dato lo zero termico piuttosto alto.
Il menù definitivo prevede quindi: salita al Naso del Lyskamm, breve discesa al Colle della Fronte da cui con la cresta Sella salire al Lyskamm Orientale. Da qui traversata all'Occidentale e rientro al Quintino Sella compiendo così un bell'anello.

Domenica partiamo alle 3. Siamo solo noi nell'oscurità della notte sotto un cielo stellatissimo. Anche questa solitudine è una bella sensazione dato che al rifugio ci sono 200 persone pronte a sguinzagliarsi per il ghiacciaio.
Alle 5 siamo sotto al Naso, il vento si è fatto moderato. Saliamo con un po' di fatica e siamo sulla cima di questo 4000 di serie B alle 5.45. Da qui come previsto niente più tracce, l'affilata discesa verso il Colle della Frointe ci inquieta un po', ma la neve è buona. Con molta concentrazione affrontiamo questo tratto che si rivelerà il più delicato di giornata.



Alle 6.30 attacchiamo la cresta Sella. La roccia è pulita, ma teniamo i ramponi perchè ci sono da attraversare alcuni nevai. Saliamo sempre in conserva aggiarando la maggior parte dei torrioni sul lato destro (la guida CAI-TCI suggirisce l'altro lato ma sembra poco logico) e salendone direttamente un paio con difficoltà di III (probabilmente è possibile evitarli e rimanere sempre sul II).


L'uscita è un ripido pendio di neve dura: decidiamo di fare un paio di tiri visto che proprio qui pochi anni fa, a causa della neve rigelata, morirono 6 aspiranti guide.
Ore 8: l'uscita in cresta oggi è emozionante come non mai. Sbuchiamo sulla cresta Est poco sotto la vetta. Anche in questo punto di innesto tra la cresta Sella e la Est la divoratrice fece le sue vittime: 1887 5 morti.



Sulla vetta Orientale Riccardo sfodera la bandiera dei pirati. Ci fa compagnia un'alpinista tedesca cui Riccardo si rivolge con un simpatico fuck off per dirle che lo schermo della macchina fotografica è rotto...abbiamo sfiorato la rissa d'alta quota!


Da qui iniziamo la traversata accompagnati da un vento che ora si è fato debole. L'inizio è tranquillo in discesa verso la sella tra i due Lyskamm.



Poi si fa un po' più stretta ma ancora facile, ci si può ancora guardare attorno senza patemi






Arriviamo al saltino roccioso, poi l'ultimo tratto verso l'Occidentale dove la traccia è piuttosto stretta e aerea. Le emozioni che regala sono uniche. Ci si sente sospesi sopra due mondi, più alti di tutto. Un film di quelche anno fa si intitolava "Io e te tre metri sopra il cielo", qui i metri erano decisamente più di tre!



Grazie alle ottime condizioni abbiamo impiegato poco meno di un'ora per la traversata. Sull'Occidentale troviamo ancora parecchia gente. Qualche altra foto e poi giù verso il Colle del Felik e il rifugio voltandosi appena possibile a rimirare queste montagne.




E' stata la più bella ascensione in alta montagna fatta finora, lo stesso vale per Riccardo: secondo lui ancora meglio del Cervino!

3 commenti:

Anonimo ha detto...

bravi bravi!un saluto dalla combricola conosciuta in rifugio (i 2 torinesi più l'infiltrata milanese presente al monopoli).
saluti!paolo

Anonimo ha detto...

ciao ragazzi

congratulatione per la famosa traversata e le fotografie bellissime, particolarmente la foto della cima.

Saluti della ragazza tedesca e del suo marito, qui sono Svizzeri

Orzo Bimbo ha detto...

"Partire per la montagna con la sicurezza assoluta del ritorno non è da mortali, da nessun posto della terra si è sicuri di tornare ove si desidera. L'uomo e per natura desideroso di conoscere, capire, affrontare e superare le difficolta' anche per mettersi alla prova per questo le montagne e gli oceani sono le migliori palestre. "

Mario Rigoni Stern
Lo Scarpone Agosto 2008

Ma per fare cio', devi trovare chi viene con te.
Grazie di tutto Simone

Orzo Bimbo
Alpinline Agosto 2008