Chi e perchè.

"Ci piace trascorrere il tempo libero all'aperto, in montagna o in ambiente naturale. Ci piace camminare, scalare, sciare, e osservare. Ci interessano tutti gli aspetti della natura, dell'ambiente e dell'ecologia. E' un'esperienza che non si ferma al ritorno in città, per questo la vogliamo raccontare."
.......................................Club Alpino Italiano - sez. Brugherio

10 apr 2011

Arete Segantini

Date le temperature folli della settimana si può fare un giretto in Grigna sicuri di divertirsi.

Alle sette siamo già a pian dei Resinelli e ci avviamo lungo la direttissima. Il sole che sta sorgendo preannuncia una giornata bellissima.


Di ritorno dal bagno, brutta roba essere alpiniste donne!


L'avvicinamento passa veloce, in un'oretta e mezza siamo all'attacco dopo aver percorso la direttissima e il canalone dell'Angelina; il versante est è perfettamente pulito, la poca neve che si incontra non richiede l'uso dei ramponi.

Il ritmo sulla cresta è ottimo, tanto da seminare l'altra cordata che che ha attaccato con noi. Solo un paio di tiri, per il resto tutta in conserva.



Recuperando


Arrivati al traverso che dà accesso al canale della lingua la musica cambia: ci troviamo sul versante nord e la neve è ancora parecchia e molto molle, lo zero termico alto ha reso questo punto abbastanza ravanoso. Non voglio tagliare il pendio con la neve fino al ginocchio (non è tracciato), preferisco alzarmi e contornarlo contro le rocce; non potendo mettere punti di sicurezza intermedi faccio tiri corti cercando di attrezzare buone soste, sfruttando le fessure e gli spuntoni ci riesco abbastanza bene. Lucie segue senza problemi e alla fine prende anche il comando.


Il canale della lingua è messo abbastanza bene, la neve è sufficientemente dura e la progressione è veloce. Ne usciamo quando il sole incomincia a colpirlo, ottima tempistica!


Tra una balla e l'altra abbiamo impiegato quasi due ore per un tratto che senza neve passa in 30 minuti!
Ancora qualche saltino di roccia e poi la cima!


5 ore sono state sufficienti per percorrere questa bella cresta dove è raro trovare così poca gente.

Compagni di università casualmente incontrati in cima.



Di scendere dalla cermenati non se ne parla proprio, meglio il saltino del gatto e poi ricongiungersi con il sentiero più noioso della Lombardia solo per l'ultimo tratto. Così facciamo godendoci anche il panorama sule Orobie!

Bellissima giornata in compagnia di un'ottima persona che non perde mai il sorriso!

7 apr 2011

Becco di Valsoera


Non si può non rispondere al Presidente!

E poi non si sa mai che a qualcuno venga qualche voglia.

C'è voluto un pò per scavare nel passato e tornare nel vollone di Piantonetto.

Scoperto per caso su di un libro al CAI, la prima volta (1982) abbiamo salito in una decina di persone la "via del Presidente" sulla cima del Carro dopo aver bivaccato poco prima dell'attacco.

Erano le prime arrampicate per molti e le prime scarpette per qualcuno (io).

Dopo 4 anni io e Mauro torniamo per salire finalmente il Becco di Valsoera per la via di Guglielmo alla torre staccata.




L'anno successivo ritorniamo per la famosa Mellano-Perego




E come dire di no a Lui che mi aveva chiesto di portarlo.

Qualche mese dopo con Lui tocca alla Leonessa Tron



Oltre alla commozione di Ribo che dalla cima al rifugio era entusiasta come non so cosa, mi ricordo che una volta giunti alla macchina mi ha dato le chiavi e mi ha detto: guida tu.

Appena seduto si è addormentato e si è svegliato a Brugherio.

Buone arrampicate a tutti ...

4 apr 2011

Via Ferrata Alpini del Medale

Venerdì sera arrivo al C.A.I. con l'intenzione di fare qualcosa di un po' impegnativo la domenica successiva. Viste le temperature elevate e la non voglia di fare levatacce optiamo per qualcosa qua vicino. Mi viene quindi in mente la ferrata del Medale che avevo fatto già alcuni anni prima e che mi era piaciuta molto. La mia proposta viene subito raccolta da Piero e Fausto ed alla fine decidono di aggregarsi a noi anche Chiara, Alessandra e Nando. Partenza quindi alle 8 in direzione di Lecco dove ci aspetta una giornata spettacolare. Già al parcheggio abbiamo difficoltà a trovare posto per cui mi viene il dubbio che probabilmente oggi saremo in molti ad affrontare il Medale, chi dalla ferrata e chi dalle numerose vie di arrampicata che risalgolo la verticalissima parete sud. La mia supposizione viene quasi subito confermata all'arrivo dell'attacco della ferrata dove notiamo un lungo serpentone di persone che stanno affrontando la salita.



Veniamo superati da alcuni arrampicatori che stano andando alle vie li vicine ma subito li vediamo tornare in dietro perchè anche li c'è la coda. Visto la bella giornata sono in molti che hanno avuto la nostra stessa idea. Ci imbraghiamo e cominciamo quindi la salita. La ferrata del Medale è secondo me una delle più impegnative e più renumerative ferrate del circondario.



L'esposizione è sempre notevole e molto spesso capita di quardare Lecco letteralmente sotto i piedi. La salita è sempre ben protetta dalla catena di sicurezza ed i punti più difficili sono facilitati da alcune staffe metalliche.



Per chi è più avvezzo all'arrampicata è quasi sempre possibile dimenticarsi della catena, se non per la propria sicurezza, ed affrontare la salita con una divertente salita su una roccia spettacolare anche se un po' lisciata dai numerosi passaggi.



Dopo circa tre quarti le difficoltà diminuiscono notevolmente e sono affrontabili senza problemi facendo comunque attenzione a non smuovere i sassi.
Dopo un'ultimo tratto attrezzato si arriva quindi in breve alla croce di vetta dove vista la bellissima giornata ci siamo goduti il meritato riposo.






Un grazie a tutti per la bellissima giornata

Colle del Teleccio

Ogni tanto mi capita di non riuscire a combinare con qualcuno un'uscita ed allora ci vado da solo. O forse avevo voglia di andarci da solo. Detto fatto sabato sera parto alle 8 e dopo due ore e mezza sono alla diga del Teleccio a dormire in macchina. Sveglia alle 5,30 e via con la frontale verso il rifugio Pontese che raggiungo poco dopo che fa chiaro. Qualcuno mi dice che tutti quelli davanti vanno verso la Punta di Odenzana e se li seguo non posso sbagliare.

E con il sole che illumina le cime proseguo in un ambiente eccezionale


Passo vicino al Becco di Valsoera dopo una ventina di anni dall'ultima volta. Per chi non lo sa vie classiche e moderne aspettano di essere salite.


Nonostante il mio passo lento supero nella bagarre del canale il grosso del gruppo che, stando a quanto mi hanno detto al rifugio, sale verso la Punta Odenzana che era il mio obiettivo.

Arrivo quindi sul Piano delle Agnelere e proseguo seguendo chi mi precede.


Sarà stato il fascino del pilastro della Torre San Pietro, sarà che nei rifugi c'è gente che parla per niente, quando mi accorgo di aver sbagliato percorso è troppo tardi.
Vedo che tutti si fermano dopo aver fatte un bel canalino su di una cima poco sopra il colle del Teleccio.
Verso sud invece si vede bene la Punta di Odenzana, che nessuno ha salito.
Per la discesa ci vorrebbero sei stelle per valutare la neve stupenda ed il percorso. Ma di solito se ne usano cinque. Credo di non aver mai trovato una neve così da una cima fino a valle. Alla faccia di chi diceva che sarebbe stato meglio un versante a nord.
A mezzogiorno arrivo al rifugio. Purtroppo avevo fretta e son dovuto scendere, ma pare che qui ci sia una accoglienza super.
ancora poco...
Da ripetere, magari senza sbagliare cima!

Tambò con discesa da Nord


Cima estetica e tecnica quella del Tambò.
La discesa dal versante nord ha reso questa classica di primavera una delle migliori uscite fatte quest'anno, la compagnia ha rappresentato la ciliegina sulla torta.

Partiamo dal parcheggio con un ottimo rigelo e puntiamo diretti alla dorsale di confine.
Con me Ale, Simo e Lucie.
Indaffarati...


Più saliamo più il panorama diventa bello, sulla spalla sotto la cima possiamo ammirare la Bondasca in tutto il suo splendore affiancata dal gruppo del Badile e del Cengalo. Più a sinistra il Bernina con la sinuosa liena della Biancograt, che a dire il vero non si apprezza molto bene da questa angolazione.

Scammelliamo gli sci fino all'inizio delle prime roccette, un po' sopra rispetto il deposito tradizionale. Armati di picca e ramponi risaliamo gli ultimi 100 metri che ci separano dalla croce...

Piz Ferrè. Ottima traccia anche su questa montagna


L'idea originale era di scendere dal versante nord, ci affacciamo al colletto del deposito sci ma la pendenza è veramente eccessiva, meglio cercare l'entrata tradizionale. Così con Simo andiamo in avanscoperta e la troviamo....Non che qua la pendenza sia minore! Pendio canale con pendenza media sui 40° e punte di 45°! Non sono molto dell'idea di scendere, medito se per me sia meglio prendere la via della normale ma mentre ci penso mi ritrovo già dentro! Quindi non mi resta che ballare....Simo apre le danze su neve che dire fantastica è dire poco: un po' di farina pesante, perfettamente sciabile, con sotto un bel manto trasformato. Meglio di così non potevamo sperare....

Ale = Fellini

Ale ha segnato la discesa


In uscita dal pendio

Oramai in territorio elvetico


Arrivati alla fine della Nord siamo tutti un po' esaltati dalla sciatona fatta, ora però dobbiamo rientrare in italia dal passo dello Spluga, quindi via di ripello!
Il caldo è atroce e la neve sembra fango. Per fortuna che questa è zona di piste quindi possiamo risalire abbastanza comodamente.
Lucie commenta: "Io non ho mai ripellato in tutta la mia vita e sono tre week di fila che lo faccio!"


Gran bel giro, oramai Simone sforna gite quasi come solo Catena sa fare!