Chi e perchè.

"Ci piace trascorrere il tempo libero all'aperto, in montagna o in ambiente naturale. Ci piace camminare, scalare, sciare, e osservare. Ci interessano tutti gli aspetti della natura, dell'ambiente e dell'ecologia. E' un'esperienza che non si ferma al ritorno in città, per questo la vogliamo raccontare."
.......................................Club Alpino Italiano - sez. Brugherio

13 feb 2012

Punta Gollien (anti Zerbion, l'altra VdA)

Sempre avendo ben presente (come gli amici di sabato allo Zerbion) la necessità di stare sottovento e soprattutto di stare al sole visto il -17° alla partenza in paese, e consci che il viaggio sulle dorate autostrade valdostane va giustificato con una bella gita, io Pollini e Nesquik organizziamo di recarci in Val di Rhemes per salire la Punta Zerbion dal vallone del col di Sort.
Ne uscità la gita perfetta, con freddo ma non troppo, pochissimo vento essendo in un vallone incassato protetto dai venti di nord est e alla discesa farina stile “Canada” dalla cima sin dentro il bosco, bello aperto anch’esso e ben sciabile. Sole e cielo azzurro e soprattutto panorami da favola dal Bianco in lontanaza a Gran Paradiso al Cervino che fa capolino dietro alle cime.
Il gruppo  alla partenza composto da me, Simone, Pollini e al bar troviamo Giancarlo con 2 nuovi amici, Paolo (alla ripresa dello scialpinismo dopo 25 anni) e suo figlio Marco alla prima uscita. Inoltre dopo 3 curve in discesa l’attacchino di Marco (nuovo di pacca) cede di schianto sulla talloniera!! Panico, come si fa a scendere per 1000 mt di dislivello con tutta quella neve fresca?!  Niente di che, dopo alcune curve con uno sci solo capisce che si fa molta fatica e quindi rimette lo sci rotto, sblocca anche l’altro e scende sino in paese in Telemark!!!! Che dire?! Chapeau!!! Un femomeno. L’alternativa mi sa che era il soccorso alpino…

Eccoci alla partenza
 
Io essendo nella valle dove sono cresciuto e venendo da una settimana vissuta di corsa, decido di andare piano e di godermi i profumi e i colori del bosco. L’aria di casa ha sempre un gusto particolare, come se la legna arsa da un camino del paese dove sei stato x anni da bambino abbia un odore diverso dagli altri; salgo piano piano facendo foto che in realtà  ho fatto altre centinaia di volte, ricordando le prime scorribande per questi boschi da ragazzo e guardando attento e indagatore le numerose tracce di stambecchi camosci e volpi nel bosco, attento se riuscivo a riconoscere anche quelle dei lupi che si aggirano nel Parco.

Ecco giochi di luci ed ombre
  e fuori dal bosco si aprono pendii immacolati e si vede la nostra meta
 freddo...un bel thè caldo? notare la brina sul cappello...

io e Paolo complice il poco allenamento e soprattutto la mia non voglia di abbandonare il clima "relax" nel quale mi trovavo, ci fermeremo un centinaio di metri sotto, gli altri guadagneranno la sommità premiati dalla vista sul versante del Gran Paradiso 
la in fondo il Bianco...

fondovalle di Rhemes, il Roc du Fond, a destra la Calabre e la Tsanteleina con un primo piano della becca di Entrelor
 il Cervino fa capolino e rima...
 Grivola

ultimi traversi

Cima, bravi!!
 



ma ecco la splendida discesa

tornati in paese pur con il sole alto in cielo  il gelo non molla per niente
 

 Gta perfetta, un saluto dalla Granta Parei, simbolo della Valle di Rhemes

P.S. peccato non essere riuscito a convincere più persone, ne valeva la pena.... :-)

12 commenti:

Orzo Bimbo ha detto...

Punta Gollien o Punta Zerbion ?
Poi perchè anti Zerbion ?
Tu sei libero domenica e vai domenica io sono libero sabato e vado sabato.
Non mi sembra di fare un torto a nessuno.
E tanto meno rosico domenica.
Per gli attacchini non è il primo che sento che gli si è rotto...Meglio tenersi i vecchi....

Ovomaltina ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ovomaltina ha detto...

Io invece ho il tempo ma purtroppo non ho la vostra tecnica nè il vostro allenamento, quindi... Sabato allo Zerbion con Riki con approccio solitario al fuori pista (anche in discesa) e domenica a Pila sulle piste con il maestro... Si fà quel che si può con quel che si ha...

Vecchioleone ha detto...

Anti zerbin perché ho passato la giornata a sentire Simone che ti ostinava dietro per il giorno prima....
(Io potevo anche sabato ma tra le 2 giornate dovendo scegliere era meglio domenica come meteo e meta...) ;-)

Orzo Bimbo ha detto...

Anti zerbin perché ho passato la giornata a sentire Simone che ti ostinava dietro per il giorno prima....
Grazie fa' piacere cio'.
E non dico altro.

Anonimo ha detto...

Noi eravamo in 16 domenica, accompagnati da altri 16 amici del CAI Aosta. Sempre in Valle. A fare una bellissima ciaspolata ai piedi del Monte Bianco (rifugio Bertone). E.....cavoli, non l'avevo mai visto da così vicino il Monte Bianco: è bellissimo!!! Entro i prossimi 5 anni (anzi, ormai 4) in cima! Magari..... Comunque domenica: tempo fantastico, cielo azzurrissimo, neve ottima per ciaspole, bella compagnia e sole che - chi l'avrebbe mai detto! - scaldava. Nonostante i -10°(dicevano) di mezzogiorno, abbiamo resistito per quasi un'oretta fuori dal rifugio, a crogiolarci.....
Chiara

Anonimo ha detto...

No ragazzi non mi sembra giusto.
Organizzare una gita per tante persone è difficile, ognuno ha i suoi parametri ed i suoi ritmi.
Una volta però che si è aderito alla gita non è bello criticare chi l'ha scelta. Forse era meglio rinunciarvi.
Sono convintissimo che Riccardo si è speso al massimo ( come sempre del resto) per accontentare tutti.
Poi io penso che ognuno di noi si senta all'altezza di saper scegliere la gita giusta, ma allora si và da soli.
Sono convinto che qualcuno di voi debba chiedere scusa .

Nano

Ovomaltina ha detto...

Hai ragione Nano, infatti io ho ringraziato Riki per la scelta che mi ha anche permesso di fare ciò che potevo e di avere un punto d'appoggio al caldo una volta che non avevo più forze per stare dietro al gruppo...
Ancora una volta grazie Capitano e alla prossima

Vecchioleone ha detto...

Mamma ma che tempesta in un bicchier d'acqua questo!! Ho approfittato perfidamente x unirmi agli sfottò nati sabato e anche proseguiti su on-ice, anche inzigato da Simone che mi ha raccontato della gita e dei suoi discorsi lungo la salita (io nemmeno ci sono andato) e ho seguito l'assist del commento di Andrea. Non è però un reato di "lesa maestà" dire che quella di sabato è stata una gita sfortunata e che Richi certe volte è un testone che quando si fissa in testa una cima...
come ognuno di noi ha le sue del resto...
E proprio su questi nostri limiti che è bello scherzarci, senza intenzione di umiliare nessuno.
È noto a tutti che Richi è capocordata di altruismo e generosità, e che grazie al suo costante impegno molte persone posso vivere esperienze che altrimenti sarebbero a loro ignote. Per poter giocare con lui dobbiamo aspettare per forza uno strafalcione o una minchiaggita altrimenti ti sarebbe inattaccabile non trovate?!
Mi spiace di aver scatenato io tutto sto casino in fondo dico sempre anch'io che chi non fa nulla non sbaglia mai...

tiramisù ha detto...

..."chi non fa nulla non sbaglia mai... ".

Ma daiii, oltre a quotare Nano sulla facoltà di aderire o meno ad una iniziativa faccio notare che non si è fatto male nessuno durante la "Sfortunata" gita. Semmai giuste scuse eviterebbero forse di fare male a Ricki a gita finita nonostante la sua pelle dura.

tiramisù

Orzo Bimbo ha detto...

Non servono le scuse e non mi arrabbio per queste cose.
Ma ringrazio chi mi ha sostenuto.
La gita ai piu' è piaciuta.
Cima raggiunta e neve poi non cosi male, un po' di crosta in cresta ma giusto in un punto; nel bosco io e altri ci siamo divertiti e siamo arrivati alle macchine con gli sci e stano da dirsi senza neanche aver preso un sasso.
Prima volta quest' anno.
Scegliere una gita non è cosi facile, non basta aprire un libro a una pagina e dire andiamo qui.
Poi farla andare bene a tutti è molto difficile.
Nella settimana prima si studia l'evoluzione meteo e si guardano le temperature i venti e il bollettino valanghe.
Poi a seconda dei partecipanti si sceglie l'intinerario.
Con la perturbazione che arriva da est si è scelta la valle' perchè era la piu' lontana.
Con venti da est e temperature basse si è scelto un intinerario che saliva a ovest e quindi riparato ma che avesse una cima non troppo alta, per non gelarsi troppo.
E in fine si è cercato di stare all' inizio valle cosi da non spendere tanta di autostrada.
Poi ovviamente con il se e il ma non si fa' la storia....
E ovviamente gli sfotto' sono di norma se qualcosa va storto ma fa' parte del gioco...
Vediamo il prossimo week come andra'.
Grazie ancora a tutti e a presto

Andrea ha detto...

Ma Assist cosa?!?! Quando non si vive un'esperienza in prima persona si fraintende il tono.

Grande compagnia che ha reso splendida la gita in VDA.

Ale, parla di meno e fai più dislivello ;)