Chi e perchè.

"Ci piace trascorrere il tempo libero all'aperto, in montagna o in ambiente naturale. Ci piace camminare, scalare, sciare, e osservare. Ci interessano tutti gli aspetti della natura, dell'ambiente e dell'ecologia. E' un'esperienza che non si ferma al ritorno in città, per questo la vogliamo raccontare."
.......................................Club Alpino Italiano - sez. Brugherio

12 dic 2011

Poncione di Valpiana Val Bedretto

Questa volta non decido io, l'esperienza di Mario basta e avanza...
Partiti da Brugherio molto pessimisti riguardo la possibilita' di trovare un po' di neve, ci dobbiamo ricredere appena entrati in Val Bedretto.
Lasciata la macchina al parcheggio a 1600 mt ,la neve ci accoglie con un buon 50 cm


La salita rende bene anche perchè quel indiavolato del Il Catena tira un passo da 500mt l'ora...


Basta fare una foto e il distacco aumenta subito di 100-200mt..Poi riunirsi è una sudata...


Ma in certi posti come si fa' a non scattare qualche foto....


Il gruppetto in fuga è composto oltre il capogita da Nano, Kikko e dal ormai ristabilito Simone .


Finalmente compare il sole...


Ed ecco la cima.




Ed eccoci arrivare anche noi, dai Corvo che ci siamo.


Non puo' mancare...Ma si vede che hanno perso la mano a tenerla ben stesa....




Chiusi gli scarponi e tolte le pelli finalmente si scia !!!


E finalmente eccoci nel bosco !


Qua a differenza delle piste i paletti non si piegano ...Anche perchè si chiamano piante !


La sciata nel bosco per me' è una cosa magnifica....e mi sa' che si vede.


Goduria !!!!!


Come tutte le belle giornate una fermata con le gambe sotto il tavolo è d'obbligo, per me.


In Svizzera il rosti di patate e una birra sono un toccasano.


Che altro aggiungere....


Buona la Prima, Ottima compagnia ...


Ma soprattutto GRAZIE MARIO !!!!!

11 dic 2011

Erba-Falesia del Tramonto (piccoli scurbatt crescono)

Sabato il meteo è incerto, il nostro Capitano Orzo Bimbo segue la sua atavica voglia di neve e quindi stavolta parte per la sua prima gita scialpinistica della stagione, senza però dimenticarsi degli Amici che per limiti tecnici non possono seguirlo: infatti mi mette in contatto con Isa di On-Ice, già conosciuta al mitico raduno di Traversella, e quindi noi due insieme ad altre due sue amiche si parte alla volta di Erba. La parete scelta è la Falesia del Tramonto-Settore Classico (relazioni su larioclimb.paolo-sonja.net/falesie_lecco/tramonto/index.html).
Isa per impegni familiari mi propone di stare lì solo due orette, giusto per scaldarci un pò, ma alla fine, prese dalle vie che percorriamo una dopo l'altra come ciliegie, andiamo via che è quasi ora di mettere su le frontali per scendere.
La parete presenta solo una via di 5c, le altre sono di 6a, 6b, 6b+ (c'è anche un 7a+, ma non ce lo filiamo nemmeno)
Il bello di questa giornata è che ho chiuso la mia prima via da 5c da prima ed è stata la prima volta che ho assaggiato un 6b chiudendolo da seconda. Grazie Isa!
Le vie che abbiamo fatto (in ordine cronologico):
Fessura dell'Angelo 5c
Gianni Pozzobon 6a
Liquirizia 6a+
Falchi Amari 6a+
Placca del Diavolo 6b

E solo per Isa (perchè ero soddisfatta della giornata e soprattutto perchè non ne avevo più)
Frenesie Robert 6b+

Falesia molto bella, io personalmente non la conoscevo e al di là del piccolo passo in avanti che ritengo di aver compiuto sono stata contenta di essere venuta qui... Si potrebbe tornare...
Ed ora un pò di foto

Isa su Frenesie Robert 6b+


E qui la sottoscritta su Placca del Diavolo 6b
E qui appena conquistata la catena... Ciaooooo
Giornata stupenda... Alla prossima!

8 dic 2011

Rascias, sotto titolo: “rischio valanghe moderato?! Dipende dalle esposizioni…”


E si, oggi sono tornato alla punta Rascias, anche per finirla visto che domenica ho interrotto la salita per aiutare un amica; vista la buona quantità di neve che è scesa in questi giorni pensavamo anche di spingerci oltre percorrendo la sommità della dorsale della Rasias e andando magari sino alla Angelas e poi sotto la Rosa dei Banchi alla finestra di Champorcher. Insomma vagavamo senza meta come spesso accade quando vado in giro con i miei amici della “vecchia guardia” , ah! Che stupido!! Non vi ho detto chi eravamo; partiti dopo le 9:00 dalla strada innevata un paio di Km prima del parcheggio del Dondena erano: Simone (alla prima uscita riabilitativa per la spalla) Paolo che già conoscete, Giancarlo “il Gianca”, Gianni “il Taglia” e Raniero; il quale veniva con intenzione di fare una sorta di gitarella invernale senza troppe pretese,  quindi ci ha subito salutati  e lasciati scappare al solito ritmo sostenuto dettato da Paolo e Gianca….(alle 13:30 stavamo già scendendo verso il ristorante che ci ha coccolato gli stomaci, altro pregio di andare con la vecchia guardia).

eccoci alla partenza ai piedi della becca di Raty (ricordi Fausto?)

Purtroppo il vento era veramente forte e fastidioso per noi che salivamo...

...ma ben più deleterio lo è stato per la neve che risultava a tratti ventata e a tratti accumulata e soffice. Quindi abbiamo deciso di scendere senza proseguire oltre, non sapendo quanto impegno ci avrebbe riservato la discesa a valle. In realtà poi si è rivelata non essere tanto male come discesa, ma la sorpresa e la nostra sottovalutazione di un paio di elementi importanti  è sempre dietro l’angolo e quindi abbiamo imparato qualcosa…

Infatti sapevamo che la neve scesa non era coesa alla sottostante che già era in loco da più di un mese; infatti sapevamo che oltre i 30° il manto non coeso può “incamminarsi” verso valle; infatti sapevamo che le zone più soggette sono i canaloni peggio se posti dopo un dosso, o i cambi di pendenza; infatti sapevamo che tutte queste cose vengono aggravate dalle giornate ventose che creano disparità di carichi di neve nei pendii… 
Eppure la ricerca della neve dura e portante per la discesa ci ha fatti insinuare in una zona che aveva tutte le caratteristiche di cui sopra; eppure dopo il primo scricchiolio di scollamento della parte alta ci siamo spostati di diversi metri, salvo però rientrarvi alla fine del canale dove la pendenza diminuiva. Inoltre, noi che sino a li avevamo proceduto sparpagliati e a buona distanza tra noi,  in quel punto ci siamo ritrovati fermi in 5 in massimo 20 metri quadri. Ecco che è arrivato un secondo scricchiolio sotto di noi!!! Ohi! ohi! Avevamo appena  scollato,  anche se di pochi centimetri, il “piede” che teneva su il pendio soprastante,  il quale ha pensato bene di scaricare a valle i 40 cm di neve caduta nelle 24 ore precedenti. Viiiia a gambe levate e dopo pochi metri eravamo già sul pianoro sottostante con i nasi all'in su; nulla di che non era una valanga che avrebbe potuto seppellirci o schiacciarci, però buttarci a terra e farci rotolare un po’ a casaccio certamente si. 

E’ stato molto istruttivo perché con un pericolo tutto sommato moderato, abbiamo imparato molto, la valanga ha fatto pochi metri di strada e comunque era distante sopra di noi,  ma il fronte era molto lungo e comunque abbiamo visto che si muoveva molto più velocemente di uno sciatore che non scende a cannone come abbiamo fatto noi ritirandoci (l'ultimo era il buon vecchio Gianni, altrimenti  detto il "gamba de lègn"…)

 In rosso i punti di partenza e in nero quelli di arrivo del fronte, in verde la nostra discesa, in blu alto il primo scricchiolio che ha staccato sopra, mentre in basso la sosta nella quale abbiamo scollato il piede, poi dopo meno di un paio di secondi è partito il pendio alto da sin a dx, da documentario!!!

Il resto della discesa quasi non ha avuto più senso, senza infamia né lode, quasi non me la ricordo. Nel giro di poco eravamo al parcheggio e sci in spalla giu per i Km ch ci separavano ancora dalle auto e via di corsa a festeggiare all’ottimo ristorante del paese.

Ora attendiamo con fiducia le altre foto che in questo momento ha Giancarlo...

Bella gente bella gita istruttiva ma per quest’anno Champorcher basta, 2 volte in pochi giorni sono sufficienti, vero ragazzi?!! ;-)

6 dic 2011

5 dic 2011

Champorcher: Mont Rascias

Per me è stata la prima volta: la prima volta che indossavo degli scarponi col tallone staccato, la prima volta che con gli sci andavo in salita e quelli non scivolavano giù, la prima volta che “mettevo via le pelli” rincorrendo la plastica blu agitata dal vento come una bandiera dei pirati, ma soprattutto … era la prima volta che mi svegliavo alle 5:20 del mattino!!!!!
L’uscita di ieri è stata organizzata come un battesimo per me neofita della montagna: con alla base una promessa di lunga data e una stagione estiva di primo approccio alla montagna (e 20 anni di sci su pista però!), la mia più cara amica e il mio compagno di giochi preferito mi hanno dato la possibilità di fare questa nuova ed esaltante esperienza.
L’allegra combriccola vedeva parte dl gruppo anche Maurizio, un compagno di Lucie del CAI Righini, e l’Alessandra.
Maurizio oltre a sfoggiare una guida sportiva veramente grintosa, senza troppo curarsi delle botte esagerate che prendeva sotto la macchina proprio all’altezza di dove ero seduta io (… guai a chi pensa male: il panettone non ho ancora cominciato a mangiarlo!!!), è stato grandioso sia come maestro, con dritte importanti, sia come sci alpinista, sia in salita sia soprattutto in discesa, come fotografo (sono sue!), sia … come soccorritore …
Anche per l’Ale, come per me, era la sua prima uscita: la sua solita grinta l’ha portata su con passo deciso e spedito   
ma durante la discesa ha sottovalutato la differenza tra la pista battuta e un fuoripista: per quanto largo e con un pendio non eccessivamente impegnativo,
si è fatta prendere un po’ dallo sconforto e non è riuscita a scendere.
Direi di ringraziare di immenso cuore i suoi due angeli:
Maurizio, alla cui vita ti sei attaccata per farti trascinare, con i tuoi sci che continuavano a salire sopra i suoi nuovi e bellissimi … con la disponibilità e spirito di gruppo di lui per l’aiuto che stava dando, ma con la preoccupazione pel suo nuovo e importante acquisto
Lucie, le tracce della quale hai seguito con fiducia, la vita della quale ai cinto dando lei il cambio a Mauri e spalle sulla quale hai caricato i tuoi sci, quando non te la sei più sentita di usare gli sci e ti sei risolta di scendere a piedi (seguendo le tracce lasciate dal un vecchioleone un po’ arrabbiatello).
Ma c’è da dire che “tutto è bene quel che finisce bene”, nessuno si è fatto male, tutti ci siamo divertiti e il gruppo si è poi riunito a cena gaio e festoso, invadendo la casa della disponibilissima Manu che ha preparato senza alcun preavviso, una tavola splendidamente apparecchiata in una casa calda, familiare e accogliente.

La conosco poco e da poco tempo, ma come ogni volta la montagna mi mostra la sua fortissima accezione educativa nei confronti dell’uomo: essa ti mette di fronte alle tue debolezze e ti dà la possibilità di affrontarle. Pretende umiltà nei suoi confronti, senza scendere a compromessi, lasciando però all’uomo che solca le sue farinose vie tutto ciò che c’è di più bello:
fatica
soddisfazione

splendidi panorami


 e in particolar modo in questa uscita, la solidarietà e lo spirito di gruppo.
Per quanto mi riguarda, beh … guardate cosa ha regalato a me:


Ed era solo la mia prima volta!

Dr. Jimmy

Viste che le previsioni per il week non erano delle migliori….
Bisognava trovare qualche posto meno peggio degli altri….
Qualche speranza la dava la sola Valle d’Aosta, e noi ci siamo andati.
La via scelta l’avevo gia’ fatta un po’ di tempo fa’ con Simone Andrea e Mauro, dire che me la ricordavo è una bugia, ormai l’eta’ che avanza si porta via i ricordi….
12 tiri sono un bel po’ quindi partenza anticipata, al gruppo dei soliti; Alessandra, Gianluca e Maurizio abbiamo oggi anche Marco un amico di On-ice soprannominato Super Marco .
Le cordate si sono formate da sole con me i 2 baldi giovani Ovomaltina invece va con SuperMarco…
Visto che sono in 2 dovrebbero partire prima essendo piu’ veloci…
Ma all’attacco Marco incontra un suo amico…Cici e ciciop…. mentre loro se la contano noi si parte fa un po’ freschino….Il sole c’è, si ma non sulla nostra parete….Il castello di Bard da 1000 anni guarda sta’ parete mentre noi oggi ne ammiriamo le sue forme dall’alto.

I primi tiri passano velocemente, e incominciamo a scaldarci osservati da uno che di questi posti se ne intende ( X Alessandra guarda che è un camoscio…Mica che mi vieni fuori con una sparata delle tue !).


La corda scorre bene nei rinvii; questa volta senza Fausto anche i nodi non si formano , Grandi i miei compagni di arrampicata…


Il tiro chiave a detta di Maurizio…Lo si studia….


Lo si passa.


Finalmente anche noi guadagniamo il sole.


Il tiro secondo me piu’ bello" passaggio del ditino"


Il passaggio ostico di 6a, finalmente passato ma che sudata e va che coda che ho fatto..


Finalmente dopo 4 ore eccoci in cima !


Spostandoci a sinistra ( guardando la parete )c’è un ometto, piu’ sotto una catena di calata da 25 metri ci riporta giu’( Qua vorrei fare una osservazione: una via cosi bella e ben attrezzata con una calata cosi malconcia…..Sia la catena ruggine sia le roccie sottostanti poco stabili…Quindi occhio !!!).


Mentre andiamo a prendere il sentiero che ci riportera’ alla macchina troviamo una cordata sul passaggio di 6a , essendo Orzo Bimbo potevo non rompere a una Biondina ?
Cu Cu….


Non so’ il suo nome e ne da dove venisse ma il passaggio lo ha passato molto meglio di me !
Probabilmente anche l’occhio vuole la sua parte…


La giornata l’abbiamo finita cercando un bar per un panino e alla fine ci siamo ritrovati in una barettino gestito da una Matriosca ….Ma neanche quella a i mie due soci gli andava bene….E cosi me li sono riportati a casa…

4 dic 2011

Medale, concatenamento vie Myriam e Bonatti

Pippolongo me ne parlò mesi fa, forse quasi un anno... Sicuramente è un caso che le abbiamo fatte insieme perchè la scorsa volta loro non avevano trovato l'attacco della Bonatti.

Partiti prima che il sole illuminasse (e sopratutto scaldasse) la parete, il primo tiro di Myriam ci fa subito capire che oggi si sarebbe faticato un pò.






La via è abbastanza tecnica comunque facendola come prima, freschi di braccia e piedi si presenta simpatica e benevola.
A tiri alterni si sale bene, qualche friend sporadico per integrare.

Al termine della Myriam si sfrutta circa una quindicina di metri poi si prende una traccia in discesa a destra, si fa un traverso esposto di 2° poi si sosta all'attacco della Bonatti.

Qui la musica cambia decisamente sopratutto nel secondo e terzo tiro dove qualche resting abbiamo dovuto farlo, non siamo riusciti insomma a fare un lavoro tutto "pulito". Pippolongo ha detto che non abbiamo il grado, insomma siamo delle schiappe :-). Ma chissenfrega, l'importante è divertirsi.  Cazzz ma quanto si viaggia espoooosti.






Dopo il traverso c'è un diedrone, parti in strapiombo, che il Pippo ha spezzato in due tiri (poi ho capito il perchè....), un altro tiro e poi l'ultimo, dove il Pippo si è sparato una placchetta tecnica di recente chiodatura.



Va bè che negli anni 50 avranno messo parecchi chiodi e forse avranno staffato, comunque, ragazzi... che fadiga.!!
Grazie Andrea per la piacevole compagnia!