Chi e perchè.

"Ci piace trascorrere il tempo libero all'aperto, in montagna o in ambiente naturale. Ci piace camminare, scalare, sciare, e osservare. Ci interessano tutti gli aspetti della natura, dell'ambiente e dell'ecologia. E' un'esperienza che non si ferma al ritorno in città, per questo la vogliamo raccontare."
.......................................Club Alpino Italiano - sez. Brugherio

01 dic 2007

La parete del Corno Medale

La parete del medale è una grande parete. Almeno una volta bisogna salirla per capire cosa vuol dire arrampicarci sopra, dentro al medale. E' una parete severa, dura che se non fosse per la vicinanza a Lecco e per la bassa quota sono sicuro che diventerebbe ben più famosa di quanto già lo sia.
Sulla parete del medale ci sono vie che lasciano senza fiato: per la difficoltà, l'esposizione, la lunghezza e il nome che portano. Cassin, Bonatti, Gogna...Non è un caso che proprio su questa parete alcuni tra i più forti alpinisti che la storia ricordi hanno tracciato vie. Vie che fanno trasparire le capacità e il carattere di questi personaggi: ci sono i tiri eleganti e puliti di Bonatti, la linea logica e quasi facile aperta da Cassin (che guarda caso proprio come sulla nord est del badile ha trovato l'unico punto dove la parete offre le difficoltà minori), e la linea dura e impensabile di Gogna.

Ogni volta che arrampico sul Medale cerco di immaginare i primi apritori della via che sto salendo. Persone che si trovavano davanti questi 500 metri di roccia e dovevano trovare il passaggio giusto... e quando hai davanti a te una serie infinita di diedri, placche, tetti e fessure non è certo facile...è con questo spirito che mi gusto le vie sul Medale!

Io e l'Oggioni abbiamo salito ieri la Via Cassin, molti la snobbano come via unta e non interessante. Noi invece, per i motivi prima detti, ne rimaniamo affascinati.
La via è abbastanza dura. Soprattuto perchè nei 10 tiri che la compongono presenta difficoltà sotenute su quasi tutti i tiri. In più metteteci la vegetazione (troppo) generosa e l'eccessivo "untume" e capite bene perchè questa salita risulta dura. In più noi siamo un po' schiappette, quindi il tutto si complica...






La nota positiva è che ho arrampicato il diedro del terzo tiro in libera! Il diedro (foto) è un bel diedro di V grado. Risulta molto faticoso in quanto è molto unto Tuttavia le protezioni, molto vicne, permettono di salirlo in tutta tranquillità...qualcuno mi ha rimproverato che non valeva spaccare sull'albero, ma io gli ho risposto che anche quello fa parte della parete!








La nota negativa è che ho azzerato il traversino...vabbuò, sarà per la prossima...


<----- Il traversino




















Simo visto dal traversino ----->















Scendendo abbiamo anche imparato una nuova lezione di vita...

4 commenti:

Oscar ha detto...

Complimenti!Devo mettermi sotto per raggiungervi!!

simo ha detto...

“la montagna è un’amante, perchè l’ho sempre amata e la amo ancora. La montagna è ed è stata la mia vita. Ho vissuto per essa, mi sono dedicato ad essa, l’ho sempre rispettata e mi ha dato tutte le soddisfazioni che potevo avere”

"Quando si prosegue palmo a palmo, tracciando un itinerario sul sasso intatto, e per piantare un chiodo si fatica a lungo, il tempo adotta una diversa misura, i pensieri mutano, pare che l'universo assuma il ritmo dei nostri movimenti, o che i nostri movimenti si intonino a quelli dell'universo. Null'altro ormai più esiste oltre la parete da scalare e la volontà di scalarla"

Riccardo Cassin

Riccardo ha detto...

Complimenti bocia.
Comunque evito di dirvi cosa veramente penso su voi due, che andate in montagna mentre gli alti lavorano,e ti mandano un sms sul cell ,se no mi estromettono dal blog.
E allora BRAVI,BRAVI,BRAVI.....
Ciao Riki

Lele ha detto...

Complimenti ragazzi!!