Chi e perchè.

"Ci piace trascorrere il tempo libero all'aperto, in montagna o in ambiente naturale. Ci piace camminare, scalare, sciare, e osservare. Ci interessano tutti gli aspetti della natura, dell'ambiente e dell'ecologia. E' un'esperienza che non si ferma al ritorno in città, per questo la vogliamo raccontare."
.......................................Club Alpino Italiano - sez. Brugherio

15 feb 2011

1987: Cassin al Sasso Cavallo

Visto che Andrea me l'ha chiesto e premesso che quello che si vede nel centro della sua foto è il Sasso Cavallo e non il Sasso dei Carbonari (non sbaglia solo Riccardo!)

mi tocca tornare al 1987, passando dalla Bocchetta di val Cassina

per trovarmi con Luigi di fronte alla più impressionante, per me, parete del Lecchese

La parte destra della parete, dove oggi salgono diverse vie moderne, che spero Andrea possa salire, era percorsa allora dalla Oppio, che è rimasta un sogno nel cassetto, e non so se da qualche altra via.

Noi invece siamo saliti sulla Cassin che sale più in centro con difficoltà un pò più umane.
I primi tiri sono belli e strapiombanti, poi la parete si adagia e si prosegue su difficoltà minori con roccia un pò sporca.




Purtroppo le foto sono solo queste. Aspetto quindi che qualcuno ne porti di nuove.
P.S. Per chi dovesse andarci si ricordi di portarsi parecchia acqua; se fa caldo, data l'esposizione, si muore di sete.

13 feb 2011

Suretta versante sud oggi e i ricordi del nord

Dopo due finesettimana dedicati ai canali rieccomi su gli sci.
Con Simone e gli amici di ON-ICE eccoci a Slpuga in partenza per il Suretta...
Il Tambo gia' illuminato dal sole, un po' di malinconia mi accompagna quella cima mi guarda ma io non sono ancora riuscito a salirla. 8 anni fa con i miei soci mi fermai sotto poche decine di metri....
Oggi risalgo i pendi del Suretta come un po' di tempo fa'....
Questa foto risale a quei tempi, ma ieri siamo riusciti a scendere quel bel canale....
Oggi con me c'è Giotto assieme a tanti nuovi amici.
Corvo Nero e Leo con sullo sfondo la diga.
Allora puntammo a nord, oggi invece abbiamo seguito quella costa che costeggia il pianoro
Poi salimmo quel canale ampio ma all'ombra del Suretta
Oggi invece l'unica ombra la trovi mettendoti controluce ai tuoi amici
Anche il modo di andare in montagna è divenuto piu' scherzoso ....
Il Tambo e il Ferre' dominano il panorama, e i miei ricordi....
Allora la cima la raggiungemmo con una facile salita.
Oggi le meringhe che caratteristicano questa montagna le vediamo da vicino.
E gli passiamo accanto...
La cresta finale mi ricorda qualcosa....
Noi invecchiamo la montagna rimane uguale.
Anche se la qualita' delle foto migliora.
E alla fine ecco la cima.
Ora con cautela torniamo ai nostri sci cento metri piu' sotto.
E una volta alla macchina torniamo come sempre verso casa ma gia' stiamo pensando a quando potremo tornarci.

In Grigna con Grigna

Grande cavalcata fra le due grigne in compagnia di Grigna e Fabione, l'uomo il cui quadricipite è grosso quanto il mio torace.

La giornata inizia molto presto, alle 540 stiamo già scarpinando verso la direttissima. Per raggiungere la cima della Grignetta abbiamo scelto di percorrere il canale Pagani che si presenta un po’ magrolino, tutte le difficoltà sono pulite e a metà canale si cammina su facili roccette al posto dei ripidi pendii che, in questa stagione, sono solitamente presenti. Tuttavia una salita piacevole e divertente fatta, per più di metà, alla luce delle frontali.



Uscendo dal canale


Sbuchiamo in cima e aspettiamo una ventina di minuti Fabione, un altro on-icer, che ci raggiunge dalla Cermenati.


L'ombra della grignetta si proietta sulle nebbie (o sullo smog?)


Una volta che il terzetto è al completo ci buttiamo dentro a quello che pensiamo essere il canalino Federazione, in realtà prendiamo quello parallelo. Pendenze sui 50 gradi e un lungo traverso per riprendere la retta via ci consegnano in breve al buco di Grigna.


Il traverso con, sullo sfondo, gli Scudi di Valgrande (le due fasce rocciose) e il Grignone



Risaliamo gli “scudi” che alternano lingue di neve a passaggi di roccia. Divertenti!


Prima o poi anche io salirò il Sasso dei Carbonari...(Natale, qualche foto di qualche via fatta lassù??)



La lunga traversata fatta fin qui...



Ora non ci resta che il lungo crestone nevoso che sale verso il rifugio Brioschi; la neve è abbastanza buona e si riesce a camminare senza sprofondare. Alle 1140 sbuco in vetta al Grignone insieme a Dome e altri on-icers saliti dal canalone Ovest.



Discesa dal versante est perché noi non ci vogliamo far mancare proprio nulla! Per rientrare ai Resinelli scendiamo a Balisio dove 10 ore prima avevamo lasciato una macchina che, pur non facendoci risparmiare fatica, ci ha permesso di guadagnare un’ora e il buon Grigna può correre dalla sua donzella (in ritardo ma fa niente, troverà il modo di farsi perdonare!)

Sono felice di essere salito fin qua su in questa stagione percorrendo la traversata alta, era da tempo nella lista delle cose da fare!

So di ripetermi ma siamo proprio fortunati ad avere delle montagne così belle come le Grigne a due passi da casa!! Ora che al Brioschi è arrivato un vero gestore è un piacere anche entrare a mangiare qualcosa (io rigorosamente biscotti...)!


Video 1

Video 2

8 feb 2011

Rifugio Gran Tournalin - Gita CAI!

CAI Brugherio e CAI Cernusco in gita a Sant Jaques, valle di Champorcher.... Si doveva fare un pulman, invece, visto la numerosa partecipazione si va con due pullman, cernusco col suo e noi di brugherio col nostro.
Doverosa sosta in autogrill dove ci ritroviamo tutti insieme, poi si procede fino a S. Jaques dove ci aspettano i nostri accompagnatori del CAI di Verres.
A Brusson scarichiamo i fondisti per il corso organnizzato, seconda e ultima fermate a S. Jaques dove scendiamo tutti....Io (Fausto), insieme al valoroso Maurizio e accompagnati da Tranquillo, simpaticissimo accompagnatore nonche istruttore di sci alpinismo, partiammo per la nostra escursione fino al rifugio Gran Tournalin. I ciaspolatori seguono anche loro accompagnati dagli altri istruttori del CAI di Verres.
Che dire...Giornatata quasi estiva, panorami stupendi e il castore e il polluce lì davanti...Cime che vorrei tanto raggiungere!
Compagnia eccezionale compreso il simpatico Beppe e le sue donne; gli accompagnatori di Verres veramente ospitali e gentilissimi e un grazie infinito e un ringraziamento anche a Chiara che, come sempre, si è prodigata al meglio col suo stile "cordillera " per la buona riuscita della gita! adesso alcune foto!!


Ciao a tutti Fausto



Il Polluce e la Roccia Nera


Fausto in azione



La Becca di Trecare




Il vallone di Nana


Il gruppone


Monte Croce


La nostra guida Tranquillo





Il rifugio




7 feb 2011

Grignone via normale invernale

Ecco il mio primo post su questo blog che ormai seguo da un po' di tempo; ringrazio Andrea per l'invito a partecipare!

Come prima gita descritta, una classica: la Grigna settentrionale per la via invernale.

In macchina siamo in 5, io, Sergio, Paolo, Davide e Federico; siccome siamo tutti pseudostudenti e vorremmo tornare a casa per pranzo (per studiare e mangiare!) decidiamo di partire sul presto, alle 6:30 circa siamo al parcheggio della chiesetta del Sacro Cuore. Zaini in spalla e partiamo con le frontali accese per fare il primo tratto nel bosco.
Di neve nemmeno l'ombra e fa un caldo decisamente primaverile, sembra di essere ad Aprile.
Parlando di questo e di quello arriviamo al Pialeral che il sole non è ancora sorto, ma il paesaggio inizia ad illuminarsi e a prendere colore.
Il cielo guardando verso est

e il massiccio della Grigna verso ovest

Dopo aver passato il Pialeral iniziamo a trovare la prima neve (finalmente!), e assistiamo a una bellissima alba che colora la neve

Arriviamo ai Comolli dove decidiamo di mettere i ramponi, breve sosta, scambiamo due chiacchiere con l'arzillo 75enne che apre il bivacco, buttiamo dentro la testa e ci informiamo su come avere le chiavi pensando a qualche possibile notturna, e poi ripartiamo per la cresta.
Dai Comolli alla cresta è il pezzo più duro, ma dal momento che la pendenza è decisamente costante è anche facile prendere il ritmo e seguirlo. Intorno la vista è notevole, seppur la scarsezza della neve sulle montagne rattrista un po'.


Arrivati in cresta ci ricompattiamo e ripartiamo verso la cima; la cresta è ampia e ben percorribile, ma a volte la corda è letteralmente in mezzo ai piedi, e qualcuno rischia pure di inciamparci! In compenso la giornata è veramente stupenda e mi perdo a guardare il panorama e a fare foto..
L'esser partiti presto ha un gran vantaggio, non c'è praticamente nessuno sulla cresta, ciò la rende molto agevole e fermarsi a fotografare non intralcia nessuno! Guardando in basso invece si vede un cordone praticamente ininterrotto di gente in salita.





Tra una foto e l'altra, alla fine si arriva in cima!
Davvero bella come cresta, è la prima volta che salivo da qui e mi è piaciuto molto, tranquilla e decisamente panoramica!
Arrivati in cima c'erano ben poche persone, 2 saliti dal canale ovest, uno con gli sci di traverso nello zaino con cui stava decapitando Paolo e che è sceso subito dalla diretta dalla cima facendomi venire voglia di sciare, e pochi altri.
Noi in accordo con la tabella di marcia propomeriggio di studio, decidiamo di stare su fino alle 10:30 per poi scendere; la temperatura è alta, il vento assente o quasi, le condizioni ideali per fermarsi ad ammirare il paesaggio, che seppur noto a tutti, non stanca mai



Giunta l'ora di iniziare la discesa, si fa la classica foto di vetta e poi via

La discesa è decisamente molto trafficata, d'altro canto la giornata è bella, e fa piacere vedere che la gente che va in montagna non è poca!
La discesa scorre via rapida e nel tornare alla macchina si pensa già a cosa fare il prossimo weekend!
Speriamo di riuscire a fare qualcosa ancora!