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18 gen 2010

Pizzo Rodes 2829m

Oggi gitone nella dura e selvaggia Orobia insieme al Catena. In realtà la meta era uno sconosciuto Pizzo Pidocchio, ma una volta arrivati in Valtellina sotto un cielo stellato (a dispetto delle previsioni) puntiamo in alto.

Partenza dai 1018m del bacino idroelettrico di Gaggio sopra Piateda alle 8 in punto. I primi 6km sono pallosi: stradina in lieve pendenza che conduce alle baite Le Piane (1456m).

Da qui ampi prati ci portano ad un fitto bosco che si attraversa con qualche saliscendi


Fuori dal bosco, dopo una breve discesa, arriviamo alle deserte baite Armisola (1629m). Sul fondo del vallone un segnavia indica la direzione


La salita ora inizia a fare sul serio risalendo un ripido canalino. Le conversioni si susseguono una dopo l'altra, nella parte mediana facciamo tre passi e due conversioni; in più il fondo disseminato da resti di valanga e rami vari ci costringono a qualche simpatico equilibrismo.


Nella parte alta il canalino si allarga e la progressione divine più agevole fino alla Bocchetta di S.Stefano (2378m).


Ora la salita si svolge in un ampio vallone ai piedi del Pizzo S.Stefano



Poi la salita torna ed essere ripida. La traccia battatua che abbiamo seguito finora scompare e iniziamo a tracciare. Arrivati alla Bocchetta di Reguzzo (2621m) ci voltiamo a guardare il nostro bel lavoro


Ecco la vetta con gli ultimi 200 lunghissimi metri da tracciare. Il pendio finale è piuttosto ripido (35°) e pure qui le conversioni ci fanno fare qualche numero da circo


Ansimando come bestie da soma arriviamo al colletto sotto la vetta



Ma non è mica finita. Proviamo a salire sci ai piedi gli ultimi 50m ma desistiamo. Proseguiamo a piedi sprofondando spesso fino alla vita


Ormai ci siamo e alle 13.20 tocchiamo la vetta del Pizzo Rodes.

Panorama fantastico, e non poteva essere altrimenti!
Redorta, Scais e Porola

La nord del Coca

Il Pizzo del Diavolo di Tenda

Ci godiamo per un po' il sole e poi giù nel freddo vallone. I primi metri sono subito ripidi ma la neve è ottima: polvere polvere e ancora polvere!



Verso i 2600 seguiamo le tracce di discesa di chi ci ha preceduto, e qui inizia il bello!! Dopo ampi pendii sempre sostenuti le tracce si fiondano in un canalino largo un paio di metri di cui non si scorge il fondo. Lo scendiamo derapando finchè mettiamo gli sci in spalla per gli ultimi metri a 50°.


Quando non c'è Orzobimbo a farmi fare pirlate ci pensa ilCatena!!

Usciti dal canalino rimettiamo gli sci...ma le sorprese non sono finite. Per tornare sul fondo del vallone ci aspetta un ultimo pendio impestato


Ora possiamo far correre gli sci fino alle baite Armisola dove una pausa è d'obbligo


Visto che oramai va di moda ripelliamo per portarci più agevolemente fuori dal bosco.

Infine la stradina, 6km con l'aria gelida che ci punge le guance e negli occhi la dura,selvaggia e solitaria Orobia! Se ieri il Salmurano era addomesticato da una miriade di persone, oggi la montagna l'ha fatta da padrona e ci siamo sentiti piccoli piccoli di fronte a questo possente e maestoso ambiente.
Oggi passare 10ore chiuso in un ufficio è stata dura, la tentazione di dire "lasciamo tutto e andiamo via" come recita una canzone di non mi ricordo chi è stata forte.

2 commenti:

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