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22 mar 2008

Riflessioni di un giovine


La giornata sembrava una di quelle perfette...Temperatura giusta, ottimo tempo, e alle 7.45 già incastravo il primo friend nella fessurona del primo tiro della via "Anniversario" al Medale. Sapevamo che ci stavamo cercando le difficoltà, me era l'obiettivo dell'inverno e perchè non tentare? 12 tiri, sempre oltre il 5b, con numerosi tiri di 6a azzerabile. A metà siamo crollati. Il motivo? sempre il solito! Passaggio duro con chidatura troppo lunga! "Mannaggia" mi sono detto "se qua ci fosse un chiodino, o anche una fessurina"...invece nulla! Placca di cinque metri perfettente improteggibile, l'ultima protezine era un vecchio chiodo un metro sotto. Non c'ho la testa per fare questi passaggi...nulla da fare, un vecchio moschettone nel chiodo e giù di corsa, doppia dopo doppia per scappare da quell'amara delusione...

AAA Capo cordata forte cercasi! questo l'annuncio che penso di mettere sul Corriere della Sera; salire di grado pian pianino con una corda dall'alto. Poi la testa l'allenerò con calma...

Già la testa...però senza quella credo che mi metterei in casini più grossi ancora. Il gioco vale il rischio? Non ho ancora dato risposta a questa domanda, o forse semplicemente ho paura della risposta che potrei darmi....A volte mi chiedo se una cima vale i rischi che corriamo...Bhò...Che dite?

Saluti

5 commenti:

  1. Io credo che ogni salita vada affrontata con serenità, con questa parola non voglio dire che non ci debba essere la concentrazione, l’attenzione o la paura (quella giusta che ti fa mantenere le prime due), se viene a mancare la serenità (quella che poi ti fa godere veramente la salita) allora forse veramente il gioco non vale la candela, e quindi bisogna fare un passo indietro, sì perché penso che la serenità sia importante, perché ti aiuta a conoscere le tue sensazioni, ti aiuta a valutare bene la paura, la concentrazione, ti dona la forza di poter attendere e di non aver fretta di arrivare….….ti aiuta a tornare indietro senza troppe recriminazioni, contento per quello che si è fatto…..

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  2. Mentre leggevo quello che hai scritto cercavo di ricordarmi quali vie ho fatto sul medale. Sono passati un pò di anni, almeno 20 o anche più, e la memoria non è proprio il mio forte. Mi ricordo la Cassin, un pò di volte, la Taveggia, la Bonatti e ..... non mi ricordo più quali altre (mi sembra la Boga o la Milano 68).
    Questo "non ricordo" mi fa pensare che quello che allora era sicuramente un obiettivo importante, in realtà non sia poi così "vitale".
    Però ora ho altri obiettivi ....

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  3. "Mi ricordo la Cassin, un pò di volte, la Taveggia, la Bonatti e ..... non mi ricordo più quali altre (mi sembra la Boga o la Milano 68)".

    abbiamo trovato il capocordata forte che cercavamo!!

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  4. Cazzarola Simo, hai ragione!

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  5. credo che la maggior virtù di un alpinista/arrampicatore sia la pazienza. La pazienza di attendere il momento nel quale si ha la testa per arrampicare sul "duro" in falesia o lontani dall'ultima traballante protezione

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