Chi e perchè.

"Ci piace trascorrere il tempo libero all'aperto, in montagna o in ambiente naturale. Ci piace camminare, scalare, sciare, e osservare. Ci interessano tutti gli aspetti della natura, dell'ambiente e dell'ecologia. E' un'esperienza che non si ferma al ritorno in città, per questo la vogliamo raccontare."
.......................................Club Alpino Italiano - sez. Brugherio

21-feb-2008

Ambiente e cultura di città e dei monti

A volte non è evidente quali siano gli aspetti qualificanti in attività o in contesti in cui sono prevalenti le azioni rispetto a pensieri e concetti
Mi riferisco alla frequentazione dei monti e degli ambienti naturali da parte di persone che vivono in città.
Vivere in città richiede di far fronte a numerose e specifiche attività, da cui sono determinati i comportamenti, differenti ad esempio da quelli del vivere in paese: la città significa alta concentrazione umana, concentrazione territoriale di centri d’interesse collettivo, stile di vita che innanzi tutto comporta la condivisione di spazi e risorse in modo organizzato. In questo senso le città non sono solo un territorio, a volte si spostano e si materializzano insieme agli esseri umani che affollano un luogo in cui magari mancano le case, ma dove sono presenti interessi collettivi organizzati. Le piste da sci ad esempio, pur se offrono qualche spazio aperto lungo il percorso, hanno comunque il carattere di una città per via dell’affollamento e del livello avanzato di organizzazione e regolamentazione, cosi come gli autogrill e le autostrade, i treni e traghetti, etc.
L’ambiente e la cultura dei monti hanno alcuni caratteri che sono opposti a quelli che caratterizzano la città. La frequentazione dell’ambiente montano è dunque un modo per sperimentare una realtà in cui vige una percezione diversa e anche i comportamenti non sono quelli abituali del cittadino. Questi che seguono, dal mio punto di vista, sono alcuni degli aspetti qualificanti delle attività in ambiente montano. Li propongo volutamente in forma astratta, ovvero non specificando la situazione, perché ognuno ci possa liberamente collegare l’attività che meglio gli si addice.

1. Consapevolezza di quanto sta attorno rispetto alla indifferenza e alla apatia.

2. Uso del fisico e misura delle proprie capacità invece dell’impiego passivo e automatico del trasporto meccanico.

3. Identificazione di obiettivi e strategie personali e non riconducibili a una scelta obbligata.

4. Importanza e valorizzazione delle relazioni umane contrapposto alla sopportazione.

5. Impiego ragionato dell’esperienza, a differenza dell’opportunismo.

6. Percezione del territorio e del tempo in relazione alla natura anziché alla necessità.

7. Ricoperta delle tradizioni e del buon senso a discapito del conformismo e della competizione.

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